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IL RESTO DEL CARLINO SI RINNOVA: PRIMA DI CRITICARE, BISOGNEREBBE CAPIRE LE DIFFICOLTÀ DI CHI FA INFORMAZIONE

IL RESTO DEL CARLINO SI RINNOVA: PRIMA DI CRITICARE, BISOGNEREBBE CAPIRE LE DIFFICOLTÀ DI CHI FA INFORMAZIONE

Il Carlino di Imola si è rinnovato e, come spesso accade quando cambia qualcosa, tra i lettori e gli abbonati non sono mancate le prime critiche. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, anche se in Italia è difficile, ma forse, prima di giudicare un cambiamento editoriale, sarebbe opportuno fermarsi un momento e porsi qualche domanda sulle difficoltà che oggi deve affrontare chi fa informazione.

Mantenere in vita un giornale cartaceo non è una cosa semplice. Ci sono i costi di stampa, quelli della distribuzione, il personale, la produzione dei contenuti e tutte le responsabilità che accompagnano il lavoro di una redazione, incluse le querele intimidatorie. Perché la libertà di stampa in Italia è ancora soggetta alle interpretazioni talvolta vaghe dei giudici e condizionata da un quadro normativo sulla diffamazione a mezzo stampa che risente di disposizioni risalenti al Codice Rocco fascista, oggi molto utilizzato da demo(n)cratici e comunisti. Fare giornalismo significa assumersi responsabilità e, talvolta, affrontare conseguenze giudiziarie per ciò che si pubblica, nonstate la verità dei fatti. In Italia, troppo spesso, sembra essere più tutelato chi si appropria del lavoro altrui rispetto a chi si dà da fare per produrlo.

Sono difficoltà che conosciamo bene anche noi di TuttoImola. Non parliamo soltanto per sentito dire: abbiamo affrontato anche querele e vicende giudiziarie nel contesto della difesa dei diritti sulle nostre fotografie o della libertà di fare domande e mettere in discussione quello che ci viene propinato. Ci siamo trovati anche a dover tutelare la proprietà delle nostre immagini, mentre altri le prendevano, le pubblicavano sui propri siti e le utilizzavano come se fosse una cosa del tutto normale, in barba alle regole sul diritto d’autore e al lavoro altrui.

Ecco perché, quando si parla di informazione, bisognerebbe ricordarsi anche del lavoro che c’è dietro ogni articolo, ogni fotografia e ogni pubblicazione. E chi critica il rinnovamento del Carlino dovrebbe prestare attenzione anche al rispetto della proprietà intellettuale della testata: diffondere screenshot o copie digitali di intere pagine del quotidiano cartaceo non significa sostenere l’informazione e non rappresenta certamente un aiuto per chi opera nel settore editoriale. Anche il lavoro di una redazione ha un valore e non può essere considerato liberamente riproducibile senza tenere conto dei diritti e dei costi di chi lo produce.

Chi lavora a TuttoImola conosce queste dinamiche anche perché nella nostra realtà ci sono persone che hanno gestito giornali cartacei e conoscono benissimo i costi e le difficoltà di questo mestiere. Poi non ne parliamo quando ci si trova a doverlo fare in un ambiente pieno di razzismo mascherato, tipico della sinistra. Oggi noi lavoriamo esclusivamente online, non perché non riconosciamo il valore della carta stampata, ma perché in questo momento non disponiamo delle risorse economiche e del materiale editoriale sufficienti per affrontare anche una pubblicazione cartacea. Poi c’è un’altra cosa da dire e scrivere> quando si tratta di pagare la pubblicità, molti si affidano ai social per non spendere soldi sulle testate giornalistiche. Ma quando c’è da prendere le castagne fritte dal fuoco, cioè parlare dei problemi della gente, denunciare le criticità e dare voce ai cittadini, allora tutti si ricordano dei giornalisti e pretendono visibilita, ma peccato che le bollette non si paghino con i like e i commenti.

Per il resto, da parte nostra vogliamo fare un grande in bocca al lupo al Carlino per questo rinnovamento. Qualsiasi cambiamento e qualsiasi forma di concorrenza ci stimolano a fare di più e a migliorare, anche correggendo quelle cose che negli anni non siamo riusciti a fare come avremmo voluto, solo alcuni imbecilli non riescono a capire che la concorrenza può essere uno stimolo per tutti.

Ci permettiamo però di dare al Carlino un solo suggerimento: non essere troppo accondiscendente con l’amministrazione e con il sindaco di turno. Non sempre c’è bisogno di pubblicare i selfie degli amministratori o di dare visibilità alle loro iniziative. Un quotidiano che dispone di professionalità, capacità e risorse dovrebbe anche avere la possibilità di andare più a fondo nelle cause dei problemi della città e del circondario, dando spazio non soltanto a chi governa, ma anche alle opposizioni, alle loro proposte e alle loro critiche. Perché il giornalismo non dovrebbe limitarsi a raccontare ciò che fa chi amministra, ma dovrebbe anche interrogarsi su ciò che non fa, sulle responsabilità e su ciò che potrebbe essere fatto meglio.

Noi di TuttoImola la vediamo così: più informazione, più concorrenza, più pluralismo e soprattutto più attenzione ai problemi reali del territorio. Se il Carlino migliora, anche gli altri sono chiamati a fare meglio. E questo, alla fine, può essere soltanto un vantaggio per tutti gli imolesi e non, lettori.

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Dibattito tra i lettori

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