Noi per Imola – Ezio Roi Sindaco». In un post intitolato «Eppur si muove! O no?», Roi critica l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Panieri e la sua maggioranza, sostenendo che ai cittadini che segnalano problemi della pubblica amministrazione risponda spesso una «schiera di difensori del sindaco e soci», con offese sui social. E di questo noi ne sappiamo qualcosa, visto che tutte le volte che vogliamo discutere di ciò che non va, subito si attivano sulla nostra pagina facebook.
Il tema centrale è il rumore. Secondo Roi, «quasi nessuno lo sa», ma la prima preoccupazione del sindaco dopo le elezioni del 2020 sarebbe stata quella di allungare di una o due ore il periodo notturno di tolleranza del rumore esterno per locali e attività rumorose nei quartieri residenziali. Roi si chiede il perché di questa scelta e ricorda che il riposo notturno «non è un vezzo degli ambientalisti», ma un diritto collegato a quello alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, oltre che un’esigenza primaria delle persone. Il post non indica gli atti comunali a cui si riferisce, né le fasce orarie effettivamente modificate: l’affermazione è quindi attribuita a Roi e non verificata.
Roi respinge poi l’obiezione di chi sostiene che «Imola di notte è un mortorio». A suo dire, nel centro storico le case disabitate sarebbero «centinaia» e molte decine i negozi e le attività commerciali chiusi, e la responsabilità non sarebbe delle misure contro l’inquinamento acustico. L’invito rivolto ai lettori è di fare una passeggiata in centro, di giorno, e contare le finestre chiuse e le serrande abbassate. Anche in questo caso il post non cita fonti o conteggi, per cui i numeri indicati sono da intendersi come valutazione dell’autore.
L’affondo finale riguarda l’azione politica degli ultimi anni. Per rendere vivo il centro storico, scrive Roi, non gli sembra che il sindaco e la maggioranza in consiglio comunale si siano «seriamente preoccupati» negli ultimi sei anni; o meglio, aggiunge con un gioco di parole, si sono preoccupati «di fare più rumore». Il riferimento polemico è alla distanza tra il tema del rumore notturno e le politiche per il commercio e la residenza nel cuore della città.
Il post pone una questione che a Imola, come in molte città, divide: il difficile equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti e le esigenze di locali e attività che animano il centro la sera.
Pensi che a Imola il riposo notturno dei residenti debba avere più tutela rispetto alle esigenze dei locali del centro?



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