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Solarolo, il comitato pubblica la video-simulazione del viadotto: “Trasparenza zero, i cantieri avanzano nel silenzio”

Solarolo, il comitato pubblica la video-simulazione del viadotto: “Trasparenza zero, i cantieri avanzano nel silenzio”

Il post, firmato “Zac.” e rilanciato anche sulla pagina Facebook di Tuttoimola, denuncia l’impatto di piloni alti fino a 12-18 metri e contesta i benefici dell’opera da quasi 4 miliardi

SOLAROLO (Ravenna) – “Trasparenza zero e i cantieri avanzano nel silenzio”. È il titolo del post pubblicato ieri, 7 novembre, dalla pagina Facebook di INSIEME SALVIAMO SOLAROLO, gruppo legato al consigliere di minoranza Ermanno Zacchini. Il comunicato, condiviso anche sulla pagina di Tuttoimola, accompagna la pubblicazione di una video-simulazione del cantiere per la costruzione del viadotto ferroviario e di una piantina del progetto attuale di quadruplicamento della linea Bologna-Castel Bolognese.

Il gruppo denuncia da mesi un “balletto inaccettabile” e un “silenzio istituzionale”. Secondo il post, mentre alle istituzioni si continua a dire che “nulla è deciso”, RFI starebbe già procedendo con carotaggi geognostici (anche in mezzo alle strade) e avrebbe un progetto-itinerario definito. “Quando lo renderanno noto avremo solo trenta giorni per le osservazioni, troppo pochi”, scrivono. Aggiungono che Governo, RFI e Regione Emilia-Romagna “hanno già deciso”, ipotizzando “viadotti aerei e piloni alti fino a 12-18 metri che devasterebbero il paesaggio, la centuriazione romana e le produzioni agricole d’eccellenza”.

Il post critica anche la comunicazione istituzionale e il ruolo dei media, parlando di una “cappa di disinteresse stranamente uniforme”. Contesta inoltre la posizione di alcuni amministratori locali che, pur sapendo che verrebbe “raso al suolo quasi la metà del proprio territorio”, avrebbero dichiarato che “il quadruplicamento va bene così come è stato proposto”, accontentandosi di opere compensative non precisate.

La video-simulazione – pubblicata solo sulla pagina del gruppo perché “pesante da caricare” – mostra, secondo gli autori, quanto accadrà con la costruzione del viadotto su piloni. Il confronto è con la realizzazione dell’Autostrada A14 negli anni ’60, che “fu costruita quasi rasoterra” salvo i ponti. “Questa invece è su piloni alti oltre 12 metri”, si legge.

Sul fronte dei benefici, il comitato ribadisce una tesi già espressa in passato: “Spendono miliardi per 2 treni in più e 5 minuti in meno”. “Tutto quello che vi hanno detto per giustificare l’opera sono balle”, scrivono, citando tecnici ferroviari indipendenti. Secondo il post, l’intera comunità subirà danni, non solo chi abita sul tracciato: mezzi pesanti in transito per una decina d’anni sulle strade del paese, impossibilità di sorpassarli e viabilità rallentata.

Il gruppo invita a seguire la pagina “INSIEME SALVIAMO SOLAROLO” e conclude: “Buona visione e mantenete la calma, perché ci batteremo fino in fondo assieme a Voi per salvare i nostri territori”.

Il contesto del progetto

Il quadruplicamento della tratta Bivio San Vitale-Castel Bolognese Riolo Terme (circa 40 km) prevede una nuova coppia di binari AV/AC (fino a 250-300 km/h) destinata a lunga percorrenza e merci, mentre la linea storica resterebbe principalmente ai regionali. Il costo del lotto è stimato intorno ai 3,5-3,6 miliardi di euro. L’opera fa parte del più ampio potenziamento della linea Adriatica e ha come obiettivi dichiarati l’aumento della capacità, il miglioramento dell’accesso merci al porto di Ravenna e un risparmio di circa 5 minuti sui tempi Bologna-Rimini per i servizi a lunga percorrenza.

RFI e Regione hanno sempre sostenuto che il tracciato non è definitivo e che il confronto con i territori è in corso (tavolo interistituzionale, Dibattito Pubblico concluso nel 2025, Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica in elaborazione). I comitati, al contrario, ritengono che le decisioni siano già state prese e propongono come alternativa l’adozione del sistema ERTMS/ETCS sulla linea esistente, a costi molto inferiori e senza nuovo consumo di suolo.

Il post di ieri si inserisce in una mobilitazione che da mesi coinvolge i comitati di Solarolo, Imola, Castel San Pietro, Ozzano e San Lazzaro. La condivisione su Tuttoimola ne amplia la diffusione nell’area imolese, dove il tracciato e i carotaggi sono altrettanto contestati.

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