Bologna – La corsa contro il tempo per fermare la Peste Suina Africana (PSA) passa inevitabilmente dai boschi e dalle campagne. A sostenerlo con forza è Confagricoltura Emilia-Romagna, che al termine della riunione della propria Sezione Suinicola tenutasi a Piacenza ha rilanciato l’appello alle istituzioni: potenziare subito gli abbattimenti selettivi dei cinghiali, unica vera leva per spezzare la catena del contagio e scongiurare il collasso di un comparto che vale milioni di euro sull’intero territorio nazionale.
Nel corso dell’incontro, che ha visto la partecipazione del presidente nazionale della Federazione Allevamenti Suini di Confagricoltura, Rudy Milani, è emerso un quadro di forte preoccupazione ma anche di chiara determinazione. Se da un lato gli allevatori stanno rispettando con rigore protocolli di biosicurezza sempre più stringenti, dall’altro viene segnalato il persistere di un limite oggettivo: senza una drastica riduzione della fauna selvatica, le misure adottate rischiano di rivelarsi insufficienti.
Il presidente regionale Marcello Bonvicini ha voluto sottolineare il senso di responsabilità delle imprese, che stanno investendo risorse ingenti pur in un contesto di incertezza, ma ha anche posto l’accento sull’urgenza di passare dalle parole ai fatti. «Accogliamo con favore gli stanziamenti della Regione Emilia-Romagna per il piano straordinario di depopolamento e ricerca delle carcasse – ha dichiarato –, ma è essenziale che questi sforzi si traducano in risultati rapidi e misurabili. La riduzione numerica dei cinghiali è il fattore decisivo per limitare la circolazione del virus e restituire prospettive alle nostre aziende».
Particolarmente netta è stata la posizione di Rudy Milani, secondo cui «la biosicurezza in allevamento è indispensabile, ma da sola non basta. L’esperienza dei territori già colpiti dimostra che solo un efficace abbattimento della popolazione selvatica, combinato con la ricerca sistematica delle carcasse, può realmente interrompere il ciclo epidemico e ridurre le zone di restrizione. È su questo fronte che oggi si gioca la partita più importante per l’intera suinicoltura italiana».
Nel corso del dibattito è stata ribadita la necessità di un’azione coordinata e costante su tutto il territorio regionale, senza interruzioni e senza zone d’ombra, puntando su una collaborazione strutturata tra cacciatori, veterinari, enti locali e forze dell’ordine. L’obiettivo dichiarato è quello di uscire da una logica emergenziale per abbracciare una strategia di gestione sostenibile e permanente.
Confagricoltura Emilia-Romagna ha infine annunciato che vigilerà attentamente sull’attuazione del piano regionale, offrendo la propria piena collaborazione alle istituzioni affinché le misure previste vengano applicate con la necessaria tempestività. «Il futuro delle nostre imprese – ha concluso Bonvicini – dipende dalla capacità di agire oggi con decisione: non c’è più tempo per attendere».
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