Secondo quanto riportato da Il Giornale d’Italia, la gestione dell’accoglienza migranti a Bologna sarebbe finita nel mirino della Corte dei Conti per una lunga serie di affidamenti e proroghe legati ai servizi per richiedenti asilo e profughi. Il nodo centrale della vicenda riguarda milioni di euro affidati nel corso degli anni a cooperative sociali e ONLUS attraverso contratti che, secondo la magistratura contabile, avrebbero dovuto essere sottoposti a controllo preventivo di legittimità. Controllo che invece – sempre secondo quanto contestato – non sarebbe stato effettuato.
L’articolo parla di almeno 1,3 milioni di euro relativi soltanto ad alcune proroghe contestate, ma la stessa Corte dei conti evidenzierebbe che il quadro reale potrebbe essere molto più ampio, considerando tutti gli affidamenti e rinnovi succedutisi dal 2016 in poi.
La Prefettura di Bologna avrebbe spiegato di essersi basata su una circolare del Ministero dell’Interno del 2014, interpretata come indicazione per effettuare controlli successivi e non preventivi. Ma la Corte dei conti avrebbe respinto questa impostazione, sostenendo che la legge prevale sulle circolari amministrative e che quei contratti dovevano comunque passare dal vaglio preventivo previsto dalla normativa.
Il punto più pesante della vicenda è però politico e amministrativo: la Corte dei conti non si sarebbe limitata a una semplice osservazione tecnica, ma avrebbe disposto il mancato discarico del rendiconto della Prefettura e trasmesso gli atti alla Procura contabile per verificare eventuali danni erariali.
Questa storia rilancia così tutte le polemiche sul sistema dell’accoglienza: cooperative, proroghe ripetute negli anni, controlli mancati o ritenuti insufficienti e grandi quantità di denaro pubblico movimentate attraverso affidamenti che ora rischiano di finire sotto un esame molto più approfondito, finalmente…e allora chissà quanti milioni anche alle cooperative che lavorano nel circondario imolese?
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