Oggi, 3 agosto 2021, l’Ausl ha inoltrato le consuete slides di presentazione della situazione epidemiologica settimanale.
Tra le solite cose e “messaggi chiave” del tipo: “Seconda settimana gialla, nuovo incremento dell’incidenza settimanale, della proporzione di positivi al test e del numero di riproduzione (Rt); Nessun decesso e sei ricoveri (+2); prevalenza di non vaccinati, giovani e rientri dall’estero”, ecc., c’è una slide con un messaggio chiave molto interessante.
C’è scritto nero su bianco: “Non (è) più presente il Sars-CoV-2 nativo”, invece dal bollettino si evince che sono rimaste la variante α (delta) – ( 25% dei casi) – e la variante δ (lambada) 70% dei casi. La settimana scorsa erano 172 i casi attivi, dei quali come al solito l’85,5% (147) sono persone curare a casa, non in ospedale, in “vigile attesa con tachipirina”.
Questa affermazione che “Non (è) più presente il Sars-CoV-2 nativo” nel territorio dell’AUSL di Imola, conferma quello che abbiamo già scritto e ribadito più volte anche sulla nostra pagina facebook, che la vaccinazione di massa ha creato le varianti e in questo momento invece di essere liberi dal virus “scappato” dal laboratorio di Wuhan e finanziato dal dr. Fauci padre dei pro vax, adesso siamo rimasti a fare i conti con le varianti. Strano che il dr. Andrea Rossi adesso non parli più della variante o varianti con “tipizzazioni locali” come aveva fatto all’inizio della campagna vaccinale, mentre eravamo passati in zona rossa e poi arancione “rafforzato”.
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