L’esperienza comunitaria imolese per promuovere un uso consapevole delle tecnologie tra bambini e adolescenti è stata pubblicata sull’Italian Journal of Pediatrics. L’articolo “The Digital Pact of Imola: development and implementation of a community-based public health initiative to promote healthy digital habits in childhood and adolescence” documenta nascita, sviluppo e realizzazione del progetto avviato nel 2024 e tuttora attivo.
Nato nel 2023 dalla collaborazione tra il Servizio Infanzia del Comune di Imola e i servizi dell’Ausl dedicati ai minori, il Patto ha messo in rete servizi sanitari e sociali, scuole, pediatri di famiglia, famiglie, associazioni e istituzioni locali. Non è una semplice campagna informativa, ma un processo partecipativo che ha coinvolto famiglie, insegnanti e professionisti. Ne sono nati tre Patti Digitali differenziati per fasce d’età (0-6, 6-11 e 11-14 anni).Il progetto ha coinvolto 119 realtà educative, con 298 Patti formalmente sottoscritti, 145 professionisti e stakeholder, 11 incontri di comunità e 16 eventi pubblici. Oltre 7.000 depliant sono stati distribuiti. L’approccio va oltre il solo tempo davanti allo schermo: considera contenuti, contesto, età, presenza degli adulti e le attività che i dispositivi possono sostituire. Promuove indicazioni concrete come accompagnare l’accesso alla rete, rinviare lo smartphone personale, tutelare gioco all’aperto, lettura e relazioni, e non usare i device per calmare i bambini.
Secondo gli autori si tratta di una delle prime esperienze italiane strutturate di sanità pubblica di comunità su questo tema. L’articolo sottolinea anche l’importanza dell’equità: non tutte le famiglie possono applicare allo stesso modo le raccomandazioni. Non misura ancora i cambiamenti di comportamento, ma documenta la fattibilità del modello.«Non volevamo costruire un elenco di divieti, ma offrire alle famiglie strumenti realistici – spiegano gli autori –. Quando scuola, servizi sanitari e comunità condividono alcuni principi, le scelte diventano più semplici e sostenibili».
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