Simone Carpia, Vicepresidente del Consiglio Comunale:
I dati ufficiali forniti dal Comando della Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese, a seguito dei miei ultimi accessi agli atti, fotografano una situazione che non è più solo preoccupante, ma assume i contorni di un vero e proprio salasso economico ai danni dei cittadini. Parliamo di numeri impressionanti che testimoniano come i dispositivi di rilevamento sulla S.S. 9 Via Emilia stiano letteralmente macinando sanzioni e milioni di euro a ritmi vertiginosi.
Se analizziamo i dati relativi agli importi accertati per le sole due postazioni del Piratello (al km 81+795,75 e al km 80+832), la cifra totale è da capogiro: dal 20 novembre 2025 al 31 luglio 2026, questi due velox hanno generato la bellezza di ben 1.823.547,09 euro! Un milione e ottocentomila euro tolti dalle tasche degli automobilisti in poco più di otto mesi. Nel solo periodo che va dal 1° gennaio al 31 luglio 2026, l’incasso potenziale vola a 1.320.319,39 euro, con la postazione in direzione centro che da sola fa la parte del leone registrando ben 790.943,89 euro di accertamenti.
Il trend era già chiaro alla fine dello scorso anno, quando in poco più di un mese (dal 20 novembre al 31 dicembre 2025) le stesse due postazioni avevano già incassato oltre mezzo milione di euro (503.227,70 euro). A questi flussi di denaro si aggiungono le migliaia di verbali staccati dagli altri impianti, come quello in direzione Faenza, che già nel 2025 registrava picchi da 350 sanzioni al mese.
Ma il dato che più deve far riflettere l’opinione pubblica e l’Amministrazione comunale è quello relativo alla reale natura delle violazioni. Nei primi sette mesi del 2026, la stragrande, schiacciante maggioranza delle sanzioni elevate riguarda il comma 7 dell’articolo 142 del Codice della Strada: ovvero piccoli sforamenti, entro i 10 km/h rispetto al limite consentito. Parliamo di cifre monstre: oltre 5.100 sanzioni a gennaio e più di 4.100 a febbraio. Di contro, le violazioni specchio di una reale condotta criminale o altamente pericolosa come i superamenti oltre i 40 o i 60 km/h sono statisticamente irrilevanti, nell’ordine di pochissime unità al mese o addirittura pari a zero.
Cosa significa questo? Significa che a cadere nella rete dei velox e a finanziare le casse pubbliche non sono i “pirati della strada”, ma i normali cittadini, i pendolari, i commercianti e gli artigiani che transitano quotidianamente sulla Via Emilia per andare a lavorare e che magari superano il limite di pochissimi chilometri orari, spesso complice la fluidità del traffico.
Come Fratelli d’Italia lo ribadiamo da sempre: la sicurezza stradale e la prevenzione degli sinistri sono obiettivi sacrosanti che ci vedono in prima linea. Ma la sicurezza si fa con la presenza della Polizia Locale sulle strade, con una migliore illuminazione, con asfalti curati e con una segnaletica chiara. Quando i numeri ci dicono che si colpiscono quasi esclusivamente i piccoli sforamenti generando milioni di euro di entrate, il forte sospetto è che queste postazioni fisse si siano trasformate nell’ennesimo “bancomat” per far quadrare i bilanci comunali sulla pelle degli imolesi.
Chiediamo alla Giunta una inversione di rotta immediata: meno accanimento digitale e più prevenzione reale. Continueremo a dare battaglia in Consiglio Comunale per difendere i diritti e le tasche dei nostri concittadini.
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