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Ma davvero, il Carlino ha rinunciato anche alla minima parvenza di obiettività pur di osannare il sindaco?

Anche oggi ci siamo imbattuti in un pezzo di propaganda pd-centrosinistra travestito da giornalismo, pubblicato dal Carlino per osannare la vittoria di Marco Panieri.

Un articolo così servile e stucchevole che sembra scritto direttamente sotto dettatura della federazione PD di Imola. Non è cronaca, è un panegirico da regime: un incensamento ridicolo che trasforma una riconferma in una città rossa da sempre in un trionfo epico di un salvatore illuminato.Il Carlino parte in ginocchio fin dal titolo e dipinge Panieri come un semidio: l’enfant prodige, il “sindaco del fare”, il bravo ragazzo che corre, pensa e fa miracoli… tranne quando dovrebbe costituirsi parte civile nel caso dell’ammanco in Area Blu, chissà perché non lo ha fatto.Intorno a lui solo un coro di elogi: il pensionato al bar che giura che Imola sia “la città dove si vive meglio in Italia”, lo chef stellato con l’endorsement di rito, il prete che “stima”, la vicesindaca festante. Nemmeno una voce critica, nemmeno un problema, nemmeno un cittadino normale che dice come stanno davvero le cose. Tutto perfetto, tutto rose e fiori.

Esaltano il “record storico” di voti di Panieri come fosse un plebiscito popolare, ma nascondono vergognosamente il dato più pesante: l’affluenza è crollata sotto il 55%. Meno della metà degli imolesi è andata a votare. Questo dettaglio scomodo sparisce perché rovinerebbe la favola del grande consenso. L’intero pezzo è una rilettura sdolcinata della storia locale: Andrea Costa, cooperative rosse, Pci e Pd di oggi presentati come un destino virtuoso e inevitabile. Il fallimento grillino viene usato solo per ricordare che senza il PD c’è il caos, mentre l’egemonia rossa che dura da decenni viene spacciata per “evoluzione della specie”. Imola diventa il “gioiellino”, centro storico rinato, grandi eventi, turismo che esplode, tutti felici e contenti. Una narrazione patetica dalla prima all’ultima riga: propaganda pura, scritta per accarezzare il potere locale nel verso del pelo e far credere che criticare Marco Panieri sia quasi un reato contro Imola.

Una città reale fatta di strade piene di buche, di cittadini che sopravvivono grazie al clientelismo del partito, di concorrenza strangolata dagli affidamenti diretti riservati ai soliti noti e digiovani che ce la fanno solo se hanno le giuste conoscenze dentro al PD oppure l’orientamento sessuale più gradito alla sinistra. Ma davvero, il Carlino ha rinunciato anche all’ultima briciola di obiettività pur di osannare Marco Panieri? E a chi si chiede da che pulpito viene la predica, rispondiamo semplicemente: lo diciamo dal pulpito di chi ha sempre segnalato quello che non va ad Imola, mentre altri continuano a spacciare questa realtà rossa pesante come un paradiso…