TuttoImola.it

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Chi ha deciso che solo loro possono parlare di Imola?

Una antica definizione dice che il giornalismo debba essere il cane da guardia della democrazia. È vero. Ma è anche vero che alcuni si sono autoproclamati unici cani da guardia del territorio, convinti di avere il monopolio della verità e dell’informazione ufficiale.

Nel nostro territorio la democrazia non sta male…insomma. Eppure l’affluenza molto bassa alle ultime elezioni amministrative di Imola ci dice anche a noi che qualcosa non funziona e quel silenzio di migliaia di imolesi non è casuale.  Sicuramente nasce anche dalla sensazione che il dibattito pubblico sia troppo spesso guidato, filtrato e raccontato solo da una certa parte.

La democrazia è il potere di un popolo informato, diceva Alexis de Tocqueville, ma un popolo è davvero informato quando può solo ascoltare l’informazione “ufficiale” che proviene dal Comune, dal Sindaco Panieri, dalla Giunta PD e dai media a loro vicini? O lo è anche quando può parlare liberamente, senza intermediari obbligatori, senza filtri?

Noi di Tutto Imola rifiutiamo l’idea che solo una cooperativa di giornalisti, possa dettare cosa sia informazione legittima e cosa invece sia semplice “bulimia informativa”. Rifiutiamo la presunzione che solo chi fa parte del sistema possa abbaiare, mentre tutti gli altri debbano stare zitti o limitarsi ad ascoltare.

Tutto Imola è informazione ufficiale, libera, indipendente e dal basso…. Non riceve fondi pubblici, non ha contributi statali, non dipende da nessuno partito e esiste solo grazie a cittadini che vogliono uno spazio dove poter esprimere opinioni, fare segnalazioni e discutere senza dover chiedere il permesso a chi si crede il burattinaio del racconto imolese. Non pretendiamo di sostituirci a nessuno. Contestiamo però con forza che solo alcuni possano autodefinirsi i veri “custodi della democrazia” e guardare dall’alto in basso tutto ciò che nasce fuori dal loro recinto.Il nostro non è un latrato di rabbia, né un abbaio di incoraggiamento, ma è semplicemente la voce di chi crede che la democrazia si difenda soprattutto con il pluralismo reale, non con quello di facciata e continueremo a farlo, senza chiedere il permesso a nessuno.