TuttoImola.it

Sito di informazione e cultura da Imola, Romagna e Area Metropolitana

Panieri a rischio ballottaggio: 4.000-5.500 voti “ribelli” (e le 20.000 multe del Piratello) possono cambiare tutto a Imola

Imola, 18 aprile 2026 – Manca poco più di un mese al voto e la sfida per il Comune si fa improvvisamente più aperta di quanto sembrasse fino a poche settimane fa.

Marco Panieri, sindaco uscente del Pd che nel 2020 aveva conquistato la fascia tricolore al primo turno con un netto 57,42%, parte certamente favorito, ma i numeri, freddi, dicono che esiste un margine concreto per metterlo in difficoltà: tra il 12% e il 18% dell’elettorato, pari a circa 4.000-5.500 voti, potrebbe spostarsi e costringerlo al ballottaggio del 7-8 giugno.

Con circa 53.600 aventi diritto (dato aggiornato al referendum di marzo), e un’affluenza prevista tra il 58% e il 65%, si voterà con 31-35 mila schede. Per evitare il secondo turno Panieri deve restare sopra il 50%. Significa che gli basterebbe perdere 7-8 punti percentuali rispetto al 2020 per ritrovarsi testa a testa con lo sfidante più forte.

Quel margine “mobile” non è astratto, puà venire soprattutto da ex elettori del centrosinistra delusi dal degrado quotidiano – buche, manutenzione ordinaria rimandata, annunci percepiti come troppi e fatti troppo pochi – ma anche da una fetta di cittadini esasperati dalle 20.000 multe scattate in pochi mesi agli autovelox del Piratello.

Dopo l’abbassamento del limite da 70 a 50 km/h (novembre 2025), gli autovelox hanno fatto registrare un’impennata record di sanzioni: oltre 20.000 verbali in due-tre mesi, nella stragrande maggioranza per sforamenti minimi (spesso sotto i 10 km/h). L’opposizione parla apertamente di “assalto alla diligenza” e di caccia all’incasso, con incassi stimati intorno al milione e mezzo di euro. Proteste, ricorsi (alcuni già vinti) e rabbia diffusa tra gli automobilisti che percorrono la via Emilia.

A questi si aggiungono i voti che andranno alle liste civiche di Ezio Roi e Paola Lanzon, e alla candidatura di Michele Ferrari. Nicolas Vacchi (Fratelli d’Italia), principale sfidante del centrodestra, se riuscirà a consolidare solo la propria area e a intercettare anche solo una parte di quei voti fluttuanti – inclusi i multati del Piratello – la partita si riapre. La frammentazione dell’opposizione anche se complica il quadro, rende ancora più decisivi quei 4-5 mila elettori “in bilico”.

Per questo ad Imola non serve una rivoluzione per mettere in discussione il bis di Panieri, basta spostare uno su sei-sette elettori di quelli che cinque anni fa gli avevano dato fiducia e quel margine, per ora, esiste davvero.