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Una società che finge equità ma perpetua una discriminazione di genere inversa

Negli ultimi anni la violenza domestica viene raccontata quasi esclusivamente con l’uomo nella parte dell’aggressore. Una narrazione parziale che nasconde una realtà scomoda, che anche gli uomini sono vittime.

Come denuncia oggi su La Fionda l’articolo di Alessandro Greco Violenza domestica: le bugie del sistema anti-uomo, gli uomini rappresentano fino al 42% delle vittime nel Regno Unito, ma ricevono solo il 4,4% dei servizi di supporto. Uno studio canadese conferma che la mancanza di aiuti e lo stigma sociale li costringono a subire in silenzio.
Le ricerche mostrano che la violenza domestica è spesso bidirezionale, eppure le grandi istituzioni internazionali continuano a ignorare il maschile. Programmi ONU come la Spotlight Initiative e UNiTE hanno stanziato oltre mezzo miliardo di euro esclusivamente per donne e ragazze, mentre gli uomini vittime non superano il 4% degli accolti nei servizi umanitari.
«Questi numeri parlano da soli e svelano una società che finge equità ma perpetua una discriminazione di genere inversa, imponendo agli uomini un silenzio colpevole e costringendoli a vivere nell’indifferenza istituzionale», scrive Greco su La Fionda.
Alla base di questa esclusione c’è un’ideologia che dipinge l’uomo come eterno colpevole, negando la complessità delle relazioni. Il risultato è un sistema che nega servizi, ascolto e dignità alle vittime maschili.
Riconoscere anche gli uomini come vittime vulnerabili non toglie nulla alle donne, ma è l’unico modo per costruire una vera equità, basata sui fatti e non sull’ideologia.