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Marina Zappi – Imola, grandi eventi e qualità della vita: una riflessione necessaria

Riceviamo e pubblichiamo
Il comunicato stampa di Marina Zappi, ex candidata al Consiglio Comunale nella lista civica “Imola in Comune”

Imola, grandi eventi e qualità della vita: una riflessione necessaria
di Marina Zappi
La discussione nata nei giorni scorsi a seguito del concerto di Cesare Cremonini mi offre l’occasione per una riflessione che ritengo importante per il futuro della nostra città.
Desidero chiarire fin da subito che la mia osservazione non riguarda l’artista, del quale riconosco il talento e il successo, né il valore culturale ed economico che eventi di grande richiamo possono portare a un territorio.
La questione riguarda invece l’idoneità della città e, in particolare, dell’Autodromo e delle aree circostanti ad accogliere manifestazioni di tale portata senza generare conseguenze significative sulla vita quotidiana dei cittadini.
Nei giorni successivi al concerto numerosi imolesi hanno espresso sui social network e nei gruppi cittadini osservazioni critiche riguardo alle lunghe code, alle difficoltà negli spostamenti, alla congestione del traffico e ai disagi provocati dall’afflusso di decine di migliaia di persone.
Queste osservazioni dimostrano che il tema esiste e che merita di essere affrontato senza pregiudizi e senza contrapposizioni ideologiche.
Essere favorevoli a una riflessione critica sull’organizzazione di grandi eventi non significa essere contrari alla musica, alla cultura o alle opportunità di sviluppo economico.
Significa semplicemente chiedersi se una città con le caratteristiche urbanistiche e infrastrutturali di Imola sia effettivamente in grado di sostenere manifestazioni di queste dimensioni senza compromettere la qualità della vita dei residenti.
La mia opinione personale è che l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari sia nato e sia strutturato per una funzione ben precisa: quella motoristica.
L’organizzazione di concerti e manifestazioni extra-sportive può certamente rappresentare una risorsa, ma dovrebbe essere valutata alla luce dell’impatto complessivo che tali eventi producono sulla città.
Ogni scelta amministrativa comporta vantaggi e costi. I vantaggi vengono spesso evidenziati. I costi, invece, meritano la stessa attenzione.
Tra questi vi sono la gestione della mobilità, la sicurezza, il consumo degli spazi pubblici, l’impatto ambientale e il disagio arrecato ai residenti.
Proprio per questo ritengo che il confronto pubblico debba essere incoraggiato e non scoraggiato.
Ciò che mi ha colpito maggiormente in questa vicenda non è stato il dissenso nei confronti della mia opinione. Il dissenso è naturale e persino necessario.
Mi ha colpito piuttosto la tendenza a liquidare qualsiasi osservazione critica come una forma di ostilità verso il progresso, il divertimento o la città stessa.
Rimarca anche la tendenza di alcuni consiglieri a spingere il confronto a livelli veramente bassi, specialmente ricercando e sostenendo, sui social, utenti che traboccano con maleducazione e mancanza di rispetto verso chi si espone con un’idea differente dalla loro.
Mi dispiace che il livello della politica locale non riesca a elevarsi o quanto meno a pensare di ricalcare i comportamenti di livello più alto, e consoni al ruolo istituzionale che rappresentano. Ma così è!
Una democrazia matura dovrebbe invece essere capace di ascoltare anche le opinioni scomode.
Il dissenso non rappresenta un ostacolo alla crescita di una comunità. Ne rappresenta una componente essenziale.
Le amministrazioni pubbliche, le istituzioni e i cittadini dovrebbero considerare le critiche non come un problema da neutralizzare, ma come uno strumento utile per migliorare le decisioni future.
Per questo ritengo che il dibattito nato attorno al concerto debba essere colto come un’opportunità.
Non per dividere la città tra favorevoli e contrari, ma per ragionare seriamente sul modello di sviluppo che Imola intende perseguire e sulla compatibilità tra grandi eventi e qualità della vita.
Trovo particolarmente attuale una riflessione del filosofo e politologo Norberto Bobbio, autore che ebbi modo di approfondire e portare anche all’esame di maturità, il quale ricordava come:
«La democrazia non può fare a meno del dissenso, perché il consenso reale presuppone il consenso libero e il consenso libero presuppone il dissenso».
Parole che oggi appaiono più attuali che mai.
Perché una comunità realmente democratica non è quella che ascolta soltanto le opinioni che condivide. È quella che trova il coraggio di confrontarsi anche con le opinioni che mettono in discussione le proprie certezze.