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Opinione – Vacchi deve dimettersi? Noi non lo crediamo

Imola, 27 maggio 2026 – In queste ore si alzano voci, soprattutto sui social, che chiedono le dimissioni di Nicolas Vacchi dopo il risultato delle amministrative. Al primo impulso viene da chiederle, ma ragionandoci meglio pensiamo che sarebbe un errore. Crediamo invece che si debba fare qualcos’altro.

Vacchi non deve dimettersi. Sapevamo tutti, lui per primo, che la sfida contro la macchina della propaganda del PD era estremamente difficile, se non proibitiva. Imola per ora resta una roccaforte del centrosinistra grazie all’astensionismo che ha colpito duramente soprattutto l’area di opposizione. Nonostante questo, Vacchi ha deciso di metterci la faccia, ha condotto una campagna in un contesto complicato e ha portato avanti un confronto senza tirarsi indietro. Per questo non merita di essere scaricato.

Il problema vero, secondo noi, non è la persona di Vacchi. Il nodo sta nella strategia complessiva con cui il centrodestra si presenta alle elezioni amministrative a Imola. Non è più sostenibile arrivare alle urne con un candidato locale annunciato a poco prima delle elezioni e accompagnato da due o tre big nazionali che scendono da Roma solo per qualche ora di campagna elettorale, un comizio e qualche foto.
Non è possibile ottenere voti con una Forza Italia che appare e scompare durante le elezioni e per il resto non si sente, o con una Lega che per nascondere i voti si mette dietro a qualche lista civica. La presenza sui social è importante, ma Bignami e insieme ad altri devono capire che Fratelli d’Italia non deve fare una campagna improvvisata, quando il nemico investe migliaia di soldi nella propaganda emotiva e nei volantini.
Il loro andare casa per casa alla fine è stato questo: una distribuzione di volantini in cui qualche vecchietto che non sta sui social ma si sposta in carrozzina al seggio elettorale ha visto dietro il ghigno il sorriso che, per chi non conosce i personaggi, diventa una trappola come la luce artificiale per le fragili farfalle.

I capi del partito devono assolutamente capire – e speriamo che se FdI non lo fa ci pensi Vannacci – che per combattere una manipolazione si deve rompere l’incantesimo, e lo si fa soltanto con richiami costanti all’attenzione degli elettori anestetizzati dalla ripetizione manipolativa (“sviluppo, crescita, gioco di squadra”). Loro riescono a riempire gli spazi perché si inventano qualsiasi cosa pur di parlare di loro e della loro ideologia. Se a qualcuno manca l’immaginazione, questi sono una fonte inesauribile di come fare propaganda. Quindi se non si sa come si deve fare, basta guardare al nemico. Chiamarli nemici non è esagerato, perché chiamarti fascista quando non lo sei non è che lo fanno perché ci credono, ma per giustificare una tua eliminazione e a nostro opinione questi sono capaci di tutto.

Serve invece un cambio di rotta profondo: alzare i toni, non abbassarli. Il centrodestra, e per ora soprattutto FdI, deve fare un’opposizione costante e non a intermittenza, costruire una presenza più radicata sul territorio. Dov’è l’organizzazione per i giovani? Visto che sono al governo hanno avuto e hanno ancora tutte le possibilità di fare controlli sulle partecipate, sul Comune, su tutto il loro sistema di affidamenti diretti etc. Adesso per esempio c’è da controllare tutte le sponsorizzazioni elettorali e le dichiarazioni, senza lasciare niente in ombra. L’altra volta non si capiva chi avesse messo 100 mila euro e chissà quanto hanno speso stavolta per ottenere un astensionismo storico.

Vacchi ha fatto la sua parte in una battaglia dura e per questo deve essere ringraziato. Se la sua faccia, il suo solito giacca con cravatta non ha avuto presa sugli elettori allo stile renziano ispirato a Panieri di qualche dottor Spin, pazienza. Ma ora la coalizione, se vuole non ripetere l’astensionismo record a Imola che ha fatto vincere il nemico, deve organizzarsi seriamente su come lavorare. campagna elettorale, non crediamo che i partiti di destra non hanno gente capace di fare cioe che ha fatto il PD ad Imola