Con l’arrivo della bella stagione, torna il desiderio di mare. Tra bagni rinfrescanti, giornate in spiaggia e sport acquatici, è però fondamentale non abbassare la guardia. Il dottor Rodolfo Ferrari, direttore del Pronto Soccorso dell’Azienda USL di Imola, mette in guardia sui rischi più comuni e spiega come prevenire incidenti, dalle insidiose correnti ai pericolosi tuffi in acque basse.
Il decalogo della sicurezza balneare
“Il primo alleato è il buon senso – sottolinea il medico –. Mai fare il bagno dopo pasti abbondanti, in caso di malessere o con mare mosso. La bandiera rossa non è un consiglio, ma un divieto: segnala pericolo reale, sia per le condizioni del mare che per l’assenza del bagnino”.
Altro errore comune è allontanarsi soli dalla riva. Anche un semplice crampo può diventare fatale senza un testimone nelle vicinanze. Attenzione poi agli sbalzi termici: dopo lunga esposizione al sole, entrare in acqua gradualmente, bagnando nuca e polsi, riduce il rischio di shock termico e sincopi.
Tuffi e apnea: i gesti che uccidono
Il pericolo più sottovalutato resta il tuffo in acque sconosciute. “Non conoscere la profondità può causare traumi cranici e lesioni midollari irreversibili – avverte Ferrari –. In apnea, inoltre, iperventilare prima dell’immersione è pericolosissimo: può provocare svenimenti in acqua per ipossia”.
Incontri (sgraditi) con la fauna marina
Meduse, ricci e tracine sono fastidiosi ma raramente letali. In caso di puntura di medusa, rimuovere i filamenti con una tessera di plastica, mai con le pinzette. Per la tracina, il dolore si allevia immergendo la parte in acqua molto calda (la tossina è termolabile). Le spine di riccio vanno estratte con ago sterile, senza spezzarle. Se compaiono difficoltà respiratorie o gonfiori estesi, chiamare subito il 118.
Protezione solare e colpi di calore
Bambini, anziani e fragili sono i più esposti a insolazioni. “Cappello, occhiali, maglietta e crema ad alta protezione non sono accessori, ma presidi medici – ricorda Ferrari –. Evitare le ore centrali, idratarsi e alzarsi lentamente dalla sdraio per evitare capogiri”. Un’estate sicura si costruisce con piccole attenzioni: per godersi il mare senza finire in ospedale.
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