IMOLA – La Giunta comunale ha fissato i criteri per il Fondo regionale affitti 2026. Le domande apriranno a fine settembre, ma solo chi ha un ISEE sotto gli 8.000 euro, contratto regolare e canone che pesa almeno il 25% sul reddito potrà accedere a un contributo massimo di 2.000 euro. Una soglia bassissima, che fotografa solo povertà estrema.
In un territorio con forte tensione abitativa come Imola, questa scelta taglia fuori decine di famiglie che arrancano con redditi modesti ma superiori al limite. Non è un sostegno diffuso all’affitto, ma un intervento chirurgico sui casi più disperati. CAF e patronati promettono assistenza gratuita, eppure l’esperienza dice che le risorse finiranno in fretta e molti resteranno a bocca asciutta.
Sindaco e assessore parlano di risposta concreta ai bisogni. La realtà è più cruda: un fondo selettivo che lascia fuori chi è in difficoltà intermedia, confermando una politica regionale attenta ai numeri più che alle esigenze reali del territorio. Chi non è abbastanza povero, semplicemente, non conta.
Contributi affitto 2026 a Imola: un bando troppo povero per chi fatica
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