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Santerno, Legambiente e associazioni ambientaliste annunciano iniziative legali contro gli abbattimenti lungo il fiume

Un duro atto d’accusa contro gli interventi effettuati nel tratto cittadino del Santerno e l’annuncio di iniziative legali già avviate. È questo il contenuto del comunicato diffuso da Legambiente Imola-Medicina insieme ad altre associazioni ambientaliste e territoriali, che denunciano quella che definiscono una devastazione dell’ecosistema fluviale causata dai lavori realizzati lungo il fiume.

Nel documento si sostiene che il Santerno sia stato trasformato “da ricco servizio ecosistemico a landa desolata”, mettendo sotto accusa gli interventi collegati alla sicurezza idraulica e al muro dell’autodromo. Le associazioni annunciano inoltre esposti e richieste di intervento rivolte sia alla Procura sia al Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità per danno ambientale.

Di seguito il comunicato integrale:

Tratto cittadino del fiume Santerno: da ricco servizio ecosistemico a landa desolata – Iniziative legali.

Il prezioso ambiente fluviale del Santerno, nel suo tratto cittadino, è stato devastato per
chilometri, completamente privato di ogni forma di vita, lasciando un paesaggio veramente
angosciante. Soprattutto, sconcerta il fatto che questo scempio non risulta affatto apportare
benefici consistenti e sufficiente sicurezza idraulica per la città.
Infatti, gli atti del progetto parlano esplicitamente di “compensazione” degli effetti del muro
dell’autodromo. E ancora più chiara è la premessa del progetto esecutivo nella quale si legge che
l’incarico alla società specializzata scelta, è quello di predisporre un progetto di interventi atti ad
evitare futuri allagamenti dell’area Paddock, evitando al contempo il peggioramento delle
condizioni di sicurezza pre-esistenti nei quartieri adiacenti al fiume Santerno. Quindi, non una
reale messa in sicurezza del territorio, ma interventi accessori funzionali alla costruzione del muro
perimetrale dell’autodromo. Interventi realizzati a discapito degli habitat ripariali e golenali e
dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale.
Altra grave pecca è l’ulteriore artificializzazione del fiume, con massi di proporzioni inadeguate che
saranno scardinati dalla prima piena e rive glabre che possono solo essere erose, proclamando una
falsa sicurezza. Condizione che costringerà una manutenzione continua, con maggiori costi che
vanno previsti in eterno. In sostanza abbiamo pagato 8 milioni di euro di soldi pubblici per farci del
male.
La messa a dimora di alcuni piccoli fuscelli in questi giorni, rende ancora più evidente la
sproporzione fra il rimedio e quanto è stato sottratto ai cittadini.
Quanto è successo e sta accadendo a Imola non deve più accadere, se minimamente si tiene al
benessere degli abitanti delle città. Per questo motivo Legambiente ImolaMedicina ed altre
associazioni ambientaliste, del territorio e non, hanno intrapreso, con il patrocinio dell’avvocata
Virginia Cuffaro, delle iniziative legali volte a censurare l’abbattimento di alberi che è stato
eseguito sulle sponde del fiume Santerno. In particolare, oltre a quanto inoltrato presso la Procura
della Repubblica competente, è stata presentata una richiesta di intervento al Ministero
dell’Ambiente chiedendo di intervenire in merito a questi abbattimenti e di accertare l’entità e la
responsabilità del danno ambientale causato. La richiesta di intervento è supportata da
autorevoli pareri tecnici, che hanno accertato l’assenza di benefici sul lungo termine di tale
drastico e sproporzionato intervento, ma anzi la sua estrema portata dannosa in termini di perdita
di biodiversità e di servizi ecosistemici.