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Mordano: investe un ciclista e si dà alla fuga. Individuato e denunciato il presunto pirata della strada

Un’indagine rapida e articolata della Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese, supportata da testimonianze, incroci di dati e collaborazione tra forze dell’ordine, ha portato all’individuazione e alla denuncia di un 31enne ritenuto responsabile di un grave episodio di pirateria stradale avvenuto a Mordano.

I fatti risalgono al 10 aprile 2026, intorno alle ore 12:00. L’incidente si è verificato lungo via Zaniolo, nei pressi dell’intersezione con via San Francesco, dove un ciclista è stato violentemente tamponato da un’autovettura Audi A3 di colore scuro. Dopo l’impatto, il conducente non si è fermato a prestare soccorso e si è dato immediatamente alla fuga, allontanandosi ad alta velocità in direzione di via San Francesco. Il ciclista ha riportato lesioni giudicate guaribili in circa 30 giorni.

Nonostante la scarsità iniziale di elementi utili, gli agenti sono riusciti a raccogliere testimonianze decisive che hanno permesso di ricostruire le caratteristiche del veicolo coinvolto. Attraverso l’incrocio delle informazioni con i database in uso, gli investigatori hanno ristretto il campo fino a individuare un’auto sospetta. La svolta è arrivata grazie al coordinamento con la Polizia Stradale di Forlì, che poco dopo il sinistro aveva intercettato un veicolo gravemente danneggiato e compatibile con la descrizione fornita, risultato poi rubato. Gli accertamenti fotografici e il riconoscimento formale da parte della vittima hanno confermato l’identità del presunto responsabile.

L’uomo identificato è un 31enne italiano, senza fissa dimora. Dagli accertamenti è emerso che non era in possesso della patente di guida, mai conseguita, e che risultava già sottoposto a misure di prevenzione e divieti di dimora in altri comuni.

Nei suoi confronti è scattata la denuncia a piede libero per fuga a seguito di incidente con danni alle persone, omissione di soccorso, guida senza patente e violazioni connesse alle misure di prevenzione. Per il 31enne si profila ora un quadro sanzionatorio che, in caso di condanna, può arrivare fino a sei anni di reclusione, oltre alle ulteriori sanzioni previste dalla legge.