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Pancaldi: “Più verde, mobilità sostenibile e attenzione al Santerno. Imola deve ripensare il proprio territorio”

Salubrità del territorio, mobilità sostenibile, tutela ambientale e gestione del Santerno. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’intervento di Andrea Pancaldi di “Noi per Imola”, che torna a chiedere una strategia concreta per rendere la città più vivibile e preparata alle sfide climatiche dei prossimi anni.

Secondo Pancaldi, una delle principali preoccupazioni dei cittadini riguarda proprio la qualità dell’ambiente in cui si vive e la capacità delle istituzioni di intervenire per migliorare la fruibilità del territorio urbano e naturale. In un contesto segnato dall’evoluzione climatica e dalle sempre più frequenti ondate di calore, l’esponente di “Noi per Imola” ritiene non più rinviabili azioni di adattamento immediate.

Tra le priorità indicate c’è il contrasto all’inquinamento atmosferico attraverso una forte valorizzazione della mobilità sostenibile. Pancaldi propone percorsi pedonali ombreggiati, marciapiedi alberati e un ampliamento della rete ciclabile cittadina, arricchita da filari di alberi e punti di sosta con ricariche per e-bike e monopattini elettrici.

Nel suo intervento viene indicato anche un progetto ritenuto strategico: la realizzazione di un collegamento ciclopedonale protetto all’interno dell’autodromo, pensato per studenti dell’IIS Scarabelli e frequentatori della vicina scuola di equitazione.

Ampio spazio anche al verde pubblico e ai grandi polmoni ambientali del territorio. Pancaldi sostiene che il Bosco della Frattona, il Parco Tozzoni, il Parco delle Acque Minerali e il Parco dell’Osservanza debbano tornare al centro delle politiche amministrative, insieme alla creazione di parcheggi scambiatori alberati e nuovi spazi verdi per mitigare il caldo.

Nel comunicato vengono inoltre evidenziate criticità legate alla gestione ambientale e turistica del territorio romagnolo. Pancaldi cita il Museo Geologico di Tossignano, che definisce penalizzato da aperture precarie e da un aumento dei costi di visita dopo la fine della gestione IF, situazione che renderebbe più difficile l’accesso delle scuole. Altro nodo segnalato è quello della Casa del Fiume, struttura sulla quale la Regione avrebbe investito importanti risorse per farne un polo didattico e centro visite del Parco della Vena dei Gessi Romagnoli, ma che oggi risulterebbe chiusa.

Pancaldi richiama anche la situazione del laboratorio scientifico sul Santerno, utilizzato in collaborazione con l’Università di Bologna per il monitoraggio delle acque dopo la frana sul Rio Rovigo. Presidio che, secondo quanto riferito, sarebbe stato smantellato e che andrebbe invece ripristinato al più presto.

Infine, l’esponente di “Noi per Imola” sottolinea come le criticità emerse con le recenti piogge intense sul Santerno non possano essere affrontate senza una collaborazione più stretta con i territori a monte, in particolare con la Toscana. Per questo chiede di rivedere il Contratto di Fiume includendo anche il Comune di Firenzuola, evidenziando inoltre il ruolo di CONAMI e del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nella gestione dell’assetto idraulico e morfologico dell’area.