Imola, 21 aprile 2026 – Si apre una fase di valutazione per una possibile causa di beatificazione di Padre Luigi Zoffoli, storico cappellano dell’Ospedale di Imola, scomparso il 26 novembre 1997 e ricordato da molti fedeli come figura di riferimento spirituale. A delineare il quadro è una comunicazione ufficiale della Postulazione generale dei Frati Minori, datata 30 marzo 2026 e firmata dal postulatore generale Fr. Giovangiuseppe Califano, indirizzata al vescovo di Imola Mons. Giovanni Mosciatti.
Secondo quanto emerge, il percorso prende avvio il 5 novembre 2025, quando l’associazione imolese “Figli Spirituali ed Amici di Padre Luigi Zoffoli”, tramite il presidente Francesco Grandi, presenta al Ministro generale dei Frati Minori, P. Massimo Fusarelli, una documentazione articolata sulla figura del religioso. Un passaggio che segna l’inizio della valutazione preliminare della possibile causa.
Il materiale, a una prima analisi, viene considerato utile per una conoscenza iniziale del profilo umano e spirituale di Padre Zoffoli. Un mese dopo, il 7 dicembre 2025, una delegazione dell’associazione si reca a Roma per illustrare più nel dettaglio l’iniziativa e verificare le condizioni necessarie per un eventuale avvio dell’iter canonico.Tra i requisiti indicati: una solida fama di santità, la presenza di un soggetto promotore – la cosiddetta “Parte Attrice” – in grado di sostenere anche economicamente la causa, e il parere favorevole dell’autorità diocesana competente.
Nel documento si evidenzia inoltre che la Provincia dei Frati Minori dell’Emilia Romagna, alla quale apparteneva Padre Zoffoli, è stata nel frattempo incorporata nella Provincia del Nord Italia. Quest’ultima, allo stato attuale, non ha manifestato disponibilità a farsi promotrice diretta dell’iniziativa.
In questo contesto, l’associazione imolese si è dichiarata disponibile ad assumere il ruolo di Parte Attrice, a condizione di ottenere il riconoscimento come ente civilmente costituito. Una possibilità che, come indicato dal postulatore, risulta compatibile con la prassi, anche nei casi in cui il promotore sia esterno all’Ordine.Resta tuttavia centrale il passaggio diocesano: la valutazione del vescovo viene indicata come elemento prioritario prima di qualsiasi sviluppo concreto. Allo stato attuale, si tratta dunque di una fase preliminare. Nessuna causa è stata formalmente avviata, ma il percorso di verifica è in corso e coinvolge sia la realtà locale sia le strutture dell’Ordine francescano.Una vicenda che potrebbe aprire, nel tempo, un iter canonico articolato, ma che per ora resta affidata alle valutazioni ecclesiastiche e ai passaggi formali richiesti.
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