Ed ecco che l’ex presidente del Consiglio comunale, espressione della giunta PD, oggi candidata ‘contro il sistema’, torna tra i cittadini comuni. La Corte d’Appello di Bologna ha respinto il ricorso della società Deai. Viene da ricordare le parole dell’altro presidente del Consiglio comunale PD, Roberto Visani: ‘Non basta avere ragione, bisogna anche avere qualcuno che te la dia’, una frase che oggi fa riflettere su cosa si intenda davvero quando si parla di “fiducia nella magistratura”.
La Corte d’Appello di Bologna ha respinto il ricorso della società Deai, confermando la decisione del Tribunale civile nel contenzioso sulla gestione della piscina Gualandi (Ortignola). Secondo quanto emerge, il gestore dovrà restituire il ramo d’azienda e far fronte a somme legate a canoni non versati e occupazione senza titolo, per un importo che – stando alla concessionaria Ortignola Srl – supera complessivamente i 350mila euro.
La vicenda nasce dalla rottura dei rapporti contrattuali tra le parti, tra mancati pagamenti e contestazioni sull’utilizzo della struttura. La Corte d’Appello ha respinto le richieste avanzate da Deai, condannando la società anche alle spese legali. Dalla concessionaria parlano di un’ulteriore conferma delle decisioni già assunte in primo grado. Di segno opposto la posizione di Paola Lanzon, amministratrice unica di Deai e candidata alle elezioni comunali, che ha già annunciato l’intenzione di proseguire fino in Cassazione. In dichiarazioni rilasciate al Carlino, Lanzon ha affermato: “Sapevamo anche prima dell’appello che saremmo dovuti andare fuori dall’Emilia-Romagna, fino in Cassazione, per avere giustizia. E così faremo. Qui c’è un sistema che si auto-protegge.”Resta inoltre aperto un secondo fronte giudiziario, quello relativo ai presunti vizi della struttura, per il quale è attesa una decisione di merito a settembre.
Proprio su questo punto Lanzon è intervenuta anche con un video pubblicato su Facebook dopo l’uscita della notizia, sollevando dubbi sui tempi della vicenda: “Ovviamente tutto è slittato a dopo le elezioni comunali e già questo dovrebbe fare riflettere perché sulla vicenda della piscina Ortignola i cittadini meritano chiarezza vera, non silenzi, rinvii, giochi di calendario o mezze verità.”
Nel video, l’amministratrice di Deai ribadisce che la questione non si limita agli aspetti economici: “La battaglia non riguarda solo la questione degli affitti, che è solo una parte. Il punto più grave è un altro: parliamo di difetti costruttivi, di criticità concrete, di infiltrazioni, di problemi strutturali, per i quali abbiamo chiesto 3.600.000 euro di danni.”
Secondo quanto dichiarato, la decisione della Corte d’Appello riguarderebbe quindi solo una parte della vicenda, mentre il nodo principale resterebbe ancora aperto: “La parte più importante della vicenda è ancora completamente aperta ed è stata rinviata a settembre, cioè dopo il voto amministrativo. Coincidenza? I cittadini giudicheranno.” Una vicenda che, tra aule di tribunale e campagna elettorale, continua a svilupparsi su più piani e che, almeno per ora, resta tutt’altro che chiusa.
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