Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore,
Leggo con stupore la posizione del Consigliere Panieri sulla situazione gestionale del nostro Autodromo; in particolare, cito testualmente, “L’Autodromo di Imola ha saputo riconquistarsi un ruolo importante nel panorama mondiale, riuscendo addirittura a stupire con l’organizzazione del mondiale Motocross”.
Trascurando il ritorno diretto dell’evento, in termine di risultato economico, ovvero circa 300.000 euro di perdite, sono emerse situazioni imbarazzanti che sicuramente non portano lustro al nome di Imola.
La più evidente è la notizia del gravissimo disservizio (proprio a Imola, capitale del motore!) a carico dei tesserati FMI (Federazione Motociclistica Italiana), non avendo, l’organizzatore, rispettato una convenzione.
Non a caso la Federazione ha dato risalto pubblico alla triste situazione inviando una lettera a Formula Imola .
Forse il giovane Panieri, quando parla di stupore, si riferisce in particolare a questa situazione veramente unica nel panorama mondiale.
Epperò, il quadro idilliaco presenta ulteriori ombre nel momento in cui, un campione del calibro di Antonio Cairoli (nove volte campione del mondo di cross) critica in maniera elegante la pista del Santerno presentandola come pista “con molte zone pericolose”.
Probabilmente, se Formula Imola fosse quotata in borsa, dopo un weekend del genere avrebbe subito perdite consistenti, ma in fondo è una società pubblica dove, mi si conceda la battuta, “più vai in rosso e più aumenta l’indotto”.
La vera sorpresa , si fa per dire, è constatare che, parte del mondo politico, invece di richiamare con fermezza il gestore ad un utilizzo più oculato delle risorse pubbliche, si congratula con esso dei risultati raggiunti.
Con amarezza constato che tale oculatezza, in senso ristrettivo, trova spazio nei servizi offerti ai cittadini, ma si ferma davanti al ponte di Viale Dante.
- Eddi Dolcetti
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