
Ed ecco improvvisamente palesarsi le motivazioni che hanno portato l’onorevole Matteo Richetti a ritirarsi dalla corsa alle primarie. L’indagine per peculato, legata alle spese pazze in Regione, sono la spada di Damocle che segna l’ennesimo colpo di scena in queste primarie imprevedibili.
E’ stato un accesso agli atti in procura, da parte dell’avvocato di Richetti a far emergere questa verità: ma altri avvisi di garanzia, per decine di consiglieri regionali, potrebbero arrivare a breve proprio a ridosso delle elezioni previste per metà novembre.
A sorpresa, qualche ora dopo, si scopre che è indagato anche Bonaccini. Per inciso, Bonaccini era già stato indagato nel 2011, per turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio, in una vicenda risalente al periodo del suo assessorato a Modena.
Intanto, sembra certo che le primarie si svolgeranno proprio tra Stefano Bonaccini, l’uomo della continuità con Errani (che ha annunciato che non si ritirerà) e Roberto Balzani, il professore di Forlì, l’outsider, che la sua candidatura l’ha annunciata praticamente subito dopo le dimissioni del governatore, senza attendere ordini di partito o altre negoziazioni.
Oggi Richetti ha anche scritto una nota su facebook dove professa l’unità dentro al partito. L’unità? Ma se nelle ultime settimane è stato un susseguirsi di tranelli, giochetti e inciuci… E allora ci chiediamo e chiediamo al popolo del centrosinistra: ma volete ancora stare a guardare questi giri di valzer? Avete già dimenticato come si è arrivati alla candidatura di Bonaccini, passando per il sindaco di Imola Daniele Manca, scalzato proprio da un tweet inaspettato di Richetti? Avete rimosso dalla memoria che Bonaccini si è candidato controvoglia, per non lasciare troppo spazio a Richetti? Avete capito che i due che si erano presentati alle primarie risultano indagati? E’ del caso che Bonaccini partecipi alle primarie dopo le già note vicende di Vasco Errani? E allora, popolo del centrosinistra, ma perché tante remore ad optare per Roberto Balzani, l’unico candidato che, senza se e senza ma, è sceso in campo con un programma chiaro, lineare, scritto nero su bianco praticamente già da quando era sindaco di Forlì? Troppa paura di rottamare qualcuno? (Brigida Miranda)
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