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TRUFFA A UN’ANZIANA A MORDANO: ARRESTATI DUE PRESUNTI RESPONSABILI

Si sarebbero spacciati per appartenenti all’Arma dei Carabinieri per preparare il terreno alla truffa, poi una 77enne di Mordano sarebbe stata derubata di gioielli in oro per un valore di circa 2.500 euro. È accaduto a Mordano, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Imola hanno arrestato una 28enne incensurata e un 46enne con precedenti di polizia, entrambi domiciliati a Imola, con l’accusa di truffa aggravata in concorso ai danni di una persona anziana.

L’intervento è scattato nell’ambito di un’attività di controllo avviata dai militari dopo alcune segnalazioni arrivate al 112-NUE. Diversi cittadini avevano infatti riferito di aver ricevuto telefonate da uno sconosciuto che si era presentato come un maresciallo dei Carabinieri, con ogni probabilità nel tentativo di verificare se l’anziano fosse una potenziale vittima. I veri Carabinieri, conoscendo il possibile schema della truffa, si sono messi alla ricerca dei presunti complici. La telefonata del falso maresciallo, infatti, avrebbe avuto proprio lo scopo di sondare la situazione all’interno delle abitazioni, mentre una o più persone sarebbero rimaste pronte a intervenire materialmente. Un modus operandi già emerso anche in un precedente episodio che aveva portato all’arresto di altre due persone per un fatto analogo.

Questa volta i militari sarebbero riusciti a intercettare i presunti responsabili proprio mentre si stavano allontanando a bordo di un’automobile parcheggiata davanti all’abitazione della 77enne. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, poco prima la donna sarebbe stata raggirata e avrebbe consegnato ai truffatori una scatola contenente gioielli in oro, per un valore complessivo stimato in circa 2.500 euro.

La 28enne e il 46enne sono stati quindi arrestati nella flagranza del reato. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Bologna, i due sono stati accompagnati presso il Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida e il contestuale giudizio direttissimo. Per entrambi, fino a eventuale sentenza definitiva, vale la presunzione di non colpevolezza.