Imola, 15 settembre 2026 ANCI Emilia-Romagna e l’Ordine degli Psicologi hanno siglato oggi un Protocollo d’Intesa che dovrebbe “rafforzare la prevenzione e i servizi di prossimità nei Comuni”, e a rappresentare il sistema delle autonomie locali c’era Marco Panieri, presidente regionale dell’associazione e sindaco della città in cui l’accordo è stato annunciato.
Il comunicato sul rptocolo parla di famiglie, fragilità, scuola, emergenze e integrazione sociosanitaria, e insiste sulla necessità di “intercettare i bisogni prima che diventino irreparabili”. Due settimane prima, un uomo malato e non autosufficiente è stato ucciso in casa dalla moglie proprio a Imola, nella città del presidente dell’ANCI ER, dove il figlio ha dichiarato pubblicamente che il sindaco lo ha chiamato appena saputo della disgrazia. Ma se quella famiglia non fosse stata conosciuta in città, il sindaco avrebbe fatto la stessa telefonata? E poi quella chiamata non colma in alcun caso la distanza tra la quella situazione e il comunicato di oggi, perché l’intesa nasce dopo il fatto e non al suo posto. Il Protocollo dura due anni e prevede tavoli tecnici, formazione e linee di indirizzo, cioè una macchina istituzionale che si mette in moto quando l’evento è già nelle pagine locali. Firmarlo proprio nella città del presidente ANCI, dopo che un uomo è stato ucciso dalla sua moglie, e non nominare il vuoto che quel fatto ha mostrato, trasforma la prevenzione in una cornice per le solite foto da buttare alla stampa amica.
Si celebra la rete mentre manca il riconoscimento di dove la rete non ha tenuto, e questo scarto rende l’annuncio più fragile del documento che lo accompagna. L’Ordine ricorda che dalle cronache si leggono ancora casi che non si sarebbero voluti leggere, e il caso è di Imola, mentre chi oggi annuncia la rete governa Imola. Dopo il decesso, la donna è stata portata prima in caserma e poi in una struttura detentiva, perché propio ad Imola non c’erano nell’immediatezza posti più adatti alla sua presunta condizione. Ma, questa sequenza dice più di qualsiasi premessa sui “servizi, sviluppo, crescita, bla bla” di cui spesso Panieri si riempie la bocca, perché mostra cosa succede quando il linguaggio cosiddetto politico-istituzionale e la situazione concreta dei servizi non coincidono.
Il protocollo promette strumenti condivisi tra amministratori e professionisti, ma in quei giorni il territorio dello «sviluppo, crescita, bla bla» ha parlato un’altra lingua, fatta di urgenza, di soluzioni mancanti e di un carico lasciato sulla famiglia.
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