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COBAS Imola-Faenza denuncia una «deriva autoritaria» in NCI e negli enti associati

Il sindacato di base COBAS Imola-Faenza ha inviato un comunicato in cui denuncia una «strisciante deriva autoritaria e anacronistica» che, a suo giudizio, caratterizza da anni la cultura organizzativa del Nuovo Circondario Imolese (NCI) e degli enti a esso collegati.

Secondo il sindacato, all’interno di queste strutture sembrerebbe prevalere un approccio gerarchico e oppressivo, sintetizzato nel motto «Credere, Obbedire, Lavorare e Tacere». COBAS sostiene che i lavoratori vengano tenuti costantemente in tensione e che le proposte provenienti dal personale – anche quando ritenute intelligenti e produttive – ricevano quasi sistematicamente un rifiuto preventivo, finalizzato a ribadire i confini del potere e a limitare qualsiasi spazio di autonomia.

Nel testo si legge che questa visione, definita «retrograda e predappiana», sarebbe in contrasto sia con le moderne teorie di gestione delle risorse umane sia con la realtà economica: la motivazione dei dipendenti, sottolinea il sindacato, è legata in primo luogo (anche se non esclusivamente) al trattamento economico. Al contrario, chi sostiene la logica del «massimo rendimento al minimo costo» godrebbe di stipendi elevati e di una posizione di privilegio rafforzata dal rapporto con la politica.

COBAS accusa le dirigenze di sacrificare il buon andamento dei servizi e il benessere lavorativo in nome di una cieca obbedienza della componente tecnica alla volontà politica, che dovrebbe invece limitarsi a fornire indirizzi. Questo atteggiamento verticistico e arbitrario, secondo il sindacato, finirebbe per ripercuotersi negativamente anche sui cittadini e sulla qualità dei servizi loro offerti.

Il comunicato richiama inoltre le recenti ammissioni ministeriali sulla necessità di adeguare gli stipendi degli enti locali per contrastare la fuga dei giovani e recuperare attrattività. Nonostante questi segnali, le dirigenze locali continuerebbero a resistere a ogni ipotesi di miglioramento retributivo, scegliendo deliberatamente di esercitare un potere «assolutista» e di elargire al massimo «graziose concessioni».

In chiusura, COBAS richiama l’articolo 97 della Costituzione, che sancisce il principio di imparzialità dell’amministrazione pubblica, contrapponendolo a quella che definisce una pratica di autoritarismo gerarchico «eredità di periodi scomodi».

Se nessuno parla, il potere continua a fare quello che vuole. Chi lavora dentro NCI e negli enti associati e ha qualcosa da dire, può scriverci in forma riservata: solo così si può iniziare a cambiare le cose