Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una cittadina sul caso Ortignola. Il contenuto esprime esclusivamente le opinioni dell’autrice.
Gentile redazione, Vi scrivo in quanto vorrei fare alcune considerazioni sul sistema politico/economico che attualmente ci governa, partendo dal caso Ortignola. Un impianto con difetti strutturali che spettava al comune verificare, cosa che non ha fatto, omettendo di svolgere la propria attività di controllo in modo imparziale, accanendosi su una sola parte, la gestione, apprezzata tra l’altro da tutta la città. Basti considerare che DEAI srl ha pagato anni di affitto (ca. 1.200.000) tranne quelli contestati per covid (riconosciuti invece come beneficio ad altra società), senza chiedere soldi al Comune per la gestione, mentre il Ruggi costa milioni, come risulta dai pagamenti che si trovano facilmente sul sito di area blu e la cui gestione ha sollevato negli anni tante lamentele da parte degli utilizzatori, pulizia, cloro, manutenzioni ecc. Già questo sarebbe preoccupante ma andiamo oltre: una sentenza come minimo “eccezionale” non accoglie la sospensiva per permettere all’attuale gestore Deai di funzionare ancora in attesa della sentenza definitiva, affermando che, anche cambiando il gestore, quindi sostituendo Deai con Ortignola srl, ci sarebbe stata continuità per le società sportive, i collaboratori e i servizi alla cittadinanza e quindi nessuna interruzione di un servizio pubblico essenziale. Tale continuità, in pieno periodo estivo, è sotto gli occhi di tutti: piscina chiusa e cassa integrazione per i dipendenti. Un occhio di riguardo per CIMS, socio Ortignola e costruttore, possiamo capirlo, vista la situazione, ma è necessario arrivare a questo? Infine, coerentemente alla telefonata pubblicata sui social dei soliti “ignoti”, in cui si dice che va fatta fuori la Uisp, su altro fronte attacco personale alla Lanzon: richiesta di espulsione perchè avrebbe tenuto atteggiamenti fascisti con la sua lista alle ultime amministrative, per il sostegno esterno della Lega (che in realtà ci risulta pienamente nell’arco costituzionale) e, per completare l’opera, chiusura della Uisp Imola-Faenza. La mossa ricorda da vicino quella appena effettuata da Roma sui Verdi imolesi e bolognesi dissenzienti, che sono stati emarginati ed espulsi nonostante i numeri, creando dal nulla da Roma nuove sezioni. Se non ti accodi a chi comanda, vieni annullato politicamente e anche personalmente. Se il popolo dissente, si cambia popolo. Un sistema che è tipico delle dittature, non degli stati di diritto e democratici. Francamente, c’è da avere paura.
Una cittadina
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