L’articolo di Quotidiano.net del 28 giugno 2026 riprende il report “Cittadinanze sospese” di SEMIA Fondo delle Donne e promuove la campagna “Democrazia Ristretta” lanciata da 30 organizzazioni (femministe, LGBTQIA+, transfemministe, “antirazziste” ed “ecologiste”.
Il testo di propaganda descrive un’Italia divisa: da una parte una maggioranza favorevole ai “diritti fondamentali”, dall’altra istituzioni che li lasciano “sulla carta” a seconda del “corpo”, della provenienza o dell’orientamento sessuale. Il dato chiave è il 3,2%: su 1.117 atti parlamentari presentati su 12 categorie di diritti negli ultimi dieci anni, solo 36 sono diventati legge. Da qui l’accusa di “fallimento istituzionale strutturale”.
Una costruzione selettiva, tipica di chi pruomove ideologia woke, cioè di sinistra. Il basso tasso di conversione riguarda principalmente proposte su temi fortemente divisivi. Il Parlamento ha storicamente difficoltà su questioni etiche e di società, non per inerzia colpevole ma perché su questi argomenti manca un consenso ampio. Presentare come “bisogni urgenti condivisi” richieste su obiezione di coscienza, pieno riconoscimento LGBTQ+ (oltre le unioni civili), o politiche migratorie più permissive è una scelta editoriale che privilegia una sola lettura.
L’articolo dà spazio a temi come l’accesso all’IVG (ostacolato dall’obiezione di coscienza), i diritti delle persone LGBTQ+ “privi di pieno riconoscimento familiare”, e le politiche migratorie definite fonte di “trattenimento ed esclusione”. Il linguaggio (“corpi politici”, “autodeterminazione corporea”, “normalizzazione dell’esclusione”) rimanda chiaramente all’attivismo identitario.
La campagna non si limita a denunciare addirittura vuole costruire, cioè imporrere un’“infrastruttura permanente di monitoraggio e mobilitazione” con toolkit pubblico. È legittimo fare politica, ma va detto con chiarezza: si tratta di un’iniziativa di parte che utilizza la cornice dei “diritti sospesi” per spingere una specifica agenda culturale e sociale, non una difesa neutra e universale dei diritti dei cittadini.
Quotidiano.net, che vive anche di contributi pubblici finanziati con le tasse, comprese quelle pagate dagli elettori di destra, sceglie di amplificare questa narrazione. Una scelta che merita di essere letta per quello che è pura propaganda, èpnon semplice cronaca, bensì sostegno a una linea politica di sinistra ben definita.
“Democrazia Ristretta”: la campagna di SEMIA che scambia diritti condivisi per agenda ideologica
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