Imola, 27 giugno 2026 – DEAI S.r.l. e Sport Up SSD a r.l. hanno diffuso una nota, a firma dell’avvocato Adriano Travaglia, con cui replicano duramente al comunicato del Comune di Imola sulla chiusura dell’impianto natatorio E. Gualandi.Nella nota le due società affermano testualmente:
«respingono le gravi e false dichiarazioni diffuse dal Comune di Imola e si riservano ogni azione a tutela della propria reputazione e dei danni arrecati all’attività d’impresa».
Le scriventi ritengono «doveroso smentire con assoluta fermezza» il contenuto del comunicato del Comune, che definiscono contenente «affermazioni gravemente inesatte, fuorvianti e lesive della reputazione delle società e dei rispettivi organi amministrativi».
La distinzione tra le due società
In primo luogo, la nota chiarisce un punto considerato omesso o confuso:
«DEAI S.r.l. e Sport Up SSD a r.l. sono due soggetti giuridici distinti, dotati di autonoma personalità, diversa attività e differenti rapporti contrattuali».
DEAI S.r.l. era la società affidataria della gestione dell’impianto natatorio E. Gualandi, mentre Sport Up SSD a r.l. è una società sportiva dilettantistica che opera nell’impianto in forza di un autonomo contratto del 2017 ancora vigente, con oltre cento collaboratori sportivi. L’accostamento operato dal Comune viene giudicato «giuridicamente scorretto e idoneo a generare grave confusione nei confronti dell’utenza».
Sulla responsabilità della chiusura
Le società definiscono «destituita di fondamento» la ricostruzione secondo cui l’interruzione delle attività sarebbe imputabile a loro. Ricostruiscono i fatti: il 24 giugno 2026 la Corte d’Appello di Bologna ha rigettato l’istanza di sospensione di DEAI. Il giorno successivo, 25 giugno, DEAI ha provveduto al rilascio «collaborando pienamente» con Ortignola S.r.l., consegnando «le chiavi di un’azienda funzionante».
La nota sottolinea:
«La scelta di procedere al rilascio spontaneo dell’impianto nell’arco di poche ore dalla comunicazione della decisione della Corte d’Appello costituisce la dimostrazione della correttezza e della piena collaborazione sempre tenute da DEAI S.r.l., circostanza incompatibile con la rappresentazione di una società che avrebbe ostacolato il subentro del nuovo gestore».
La chiusura dell’impianto è indicata come «una scelta esclusivamente riconducibile a Ortignola S.r.l., assunta, per quanto consta, in accordo con il Comune di Imola». Si rammenta che la convenzione di concessione prevede la risoluzione del rapporto in caso di chiusura per almeno 30 giorni.
«Non può pertanto essere imputata alle società scriventi la sospensione dei servizi, delle attività sportive o dei centri estivi, né tantomeno il disagio arrecato agli utenti».
La nota aggiunge che i dipendenti trasferiti hanno dovuto mettere in mora il nuovo datore di lavoro senza ricevere risposta, e che Sport Up ha formalmente diffidato Ortignola S.r.l. e il Comune per ottenere il ritorno immediato nella disponibilità degli spazi.
Danni e iniziative giudiziarie
Le società denunciano che le dichiarazioni del Comune «oltre a rappresentare in modo non veritiero i fatti, arrecano un grave pregiudizio all’immagine di DEAI S.r.l. e di Sport Up SSD a r.l., nonché all’attività imprenditoriale e sportiva costruita in anni di lavoro, coinvolgendo oltre cento collaboratori sportivi, dipendenti, famiglie e utenti».
Per questo hanno conferito mandato ai legali «affinché vengano valutate tutte le iniziative giudiziarie necessarie per la tutela della propria reputazione, dell’immagine commerciale e dei danni patrimoniali e non patrimoniali», riservandosi di agire contro chiunque risulti responsabile.
Il ruolo della pubblica amministrazione
Le società concludono affermando che continueranno a tutelare i propri diritti esclusivamente nelle sedi competenti, «confidando che il confronto pubblico possa svolgersi nel rispetto della verità dei fatti e della correttezza istituzionale che deve caratterizzare l’operato di ogni pubblica amministrazione».
Sul punto osservano che il Comune «non dovrebbe formulare valutazioni preventive sull’individuazione del soggetto responsabile di un contratto tra soggetti privati».
La nota avanza inoltre l’ipotesi che il Comune, in particolare il Sindaco, possa aver tenuto «un atteggiamento ritorsivo nei confronti della Sig.ra Paola Lanzon» a seguito di esposti presentati alla Guardia di Finanza e alla Corte dei Conti su presunte condotte legate a trasferimenti di denaro pubblico per l’acquisizione di Ortignola S.r.l., danneggiando così anche la cittadinanza imolese.
Alla nota è stata allegata l’ordinanza della Corte d’Appello di Bologna del 24 giugno 2026.
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