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Maturità 2026, la prova di Matematica sotto accusa: troppo lunga, complessa e lontana dalla realtà degli studenti

La seconda prova di Matematica del Liceo Scientifico, svolta venerdì 19 giugno 2026, ha scatenato un’ondata di discussioni tra maturandi, professori e famiglie. La traccia, pur senza errori macroscopici che potessero far esplodere uno scandalo come in passato, è stata giudicata decisamente impegnativa e lunga, con un primo problema che ha messo in difficoltà la maggior parte degli studenti.
Al centro della polemica c’è proprio quel primo esercizio, ispirato a un caso reale e attuale: lo studio dell’andamento del livello delle acque del Lago di Bracciano. La traccia introduceva il contesto spiegando che questo lago, situato a nord di Roma, era stato utilizzato come riserva idrica di emergenza per i comuni limitrofi e per l’approvvigionamento della Capitale, con prelievi effettuati soprattutto nel 2016 e nel 2017. Nel 2017 i prelievi erano stati sospesi, decisione ancora in vigore. Veniva fornita una tabella con dati reali o verosimili sui rilevamenti del livello del lago in diversi periodi. Agli studenti veniva chiesto di definire un modello matematico in grado di descrivere l’andamento del livello delle acque in funzione del tempo, partendo da quei dati. Dovevano poi svolgere una serie di misurazioni e analisi: calcolare variazioni del livello, individuare intervalli di sicurezza, stimare tempi di riempimento o svuotamento, e interpretare il fenomeno. Il tutto richiedeva di passare dai dati empirici a una funzione matematica, gestendo scale, unità di misura e considerazioni qualitative sul fenomeno ambientale. Era un esercizio lungo, di circa una pagina e mezza, denso di calcoli e con insidie interpretative legate alla contestualizzazione dei dati reali. Molti maturandi lo hanno trovato trappoloso e eccessivamente pesante.
Il secondo problema, uno studio di funzione di impostazione più classica, è apparso comunque tutt’altro che banale, richiedendo una buona padronanza degli strumenti analitici e geometrici. Proprio per questa ragione, la prova è stata percepita come selettiva e faticosa, capace di fare la differenza nel voto finale. Sui social e nei gruppi dei maturandi sono fioccati meme, sfoghi e racconti di ore passate a lottare contro il tempo e la complessità del primo esercizio.

Una buona traccia di maturità dovrebbe essere challenging ma accessibile, che permetta allo studente medio-preparato di dimostrare le competenze senza sentirsi schiacciato dal tempo o da insidie eccessive. Questa, secondo tanti professori e studenti, ha esagerato un po’ sul lato della complessità e della lunghezza. Detto questo, si può apprezzare l’intenzione di rendere la matematica più “viva” e legata al mondo reale, invece dei soliti esercizi astratti, ma sicuramente andrebbe calibrata meglio.