Cittadini esasperati, amministratori di condominio con le mani legate e aziende della disinfestazione messe in ginocchio da un impianto burocratico che, anziché snellire e proteggere la salute pubblica, sembra fatto apposta per complicare la vita a chi vive e lavora sul nostro territorio. Quello che sta accadendo a Imola sul fronte del contrasto alla proliferazione delle zanzare è inaccettabile ed è il motivo per cui, come Fratelli d’Italia, abbiamo depositato una formale ed esaustiva istanza di accesso agli atti.
A dichiararlo è Simone Carapia, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Imola e consigliere di Fratelli d’Italia, che raccoglie e fa proprie le tantissime segnalazioni giunte nelle ultime settimane da residenti e operatori del settore.
Negli ultimi anni, in particolare tra il 2024 e la stagione in corso, abbiamo assistito a un progressivo, strisciante e ingiustificato irrigidimento delle procedure per poter effettuare i trattamenti adulticidi contro le zanzare. Una stretta amministrativa che sta di fatto bloccando la normale e tempestiva manutenzione delle aree verdi private e condominiali, lasciando interi quartieri della città e della periferia alla mercé dei vettori di potenziali e pericolose malattie virali, come il virus West Nile o la Dengue, che purtroppo non sono più minacce teoriche ma realtà con cui la sanità pubblica deve fare i conti.
Non contestiamo affatto il principio della tutela ambientale e della salute pubblica, che per noi di Fratelli d’Italia restano prioritari e indiscutibili. Contestiamo invece con forza il metodo ideologico e punitivo scelto da questa amministrazione: trasformare ogni singolo intervento di disinfestazione in un calvario autorizzativo. Tra comunicazioni preventive perentorie, veti incrociati, tempistiche bibliche e il rischio continuo di pesanti sanzioni per le imprese, si è creato un clima di paralisi. I trattamenti adulticidi non possono essere trattati come una pratica straordinaria e quasi “clandestina” o criminalizzata quando siamo in piena stagione estiva, l’afa stringe la città e l’infestazione nei giardini e nei cortili è sotto gli occhi di tutti.
Con la nostra istanza di accesso agli atti esigiamo totale, immediata e incondizionata trasparenza. Vogliamo vedere chiaro su tutte le ordinanze, le direttive, le circolari e le linee guida operative adottate dal Comune di Imola dal 2024 a oggi. Chiediamo di prendere visione della corrispondenza interna, dei pareri tecnici, delle relazioni e dei verbali dei tavoli di coordinamento intercorsi tra il Comune, l’AUSL di Imola, la Regione Emilia-Romagna e l’ARPAE. I cittadini hanno il diritto sacrosanto di sapere chi ha deciso queste restrizioni, quali siano le reali motivazioni scientifiche ed epidemiologiche poste alla base di questo blocco e, soprattutto, quanti interventi siano stati effettivamente comunicati, quanti eseguiti e quanti invece respinti o contestati dagli uffici competenti.
Siamo di fronte a una Giunta che ama riempirsi la bocca di parole come ‘transizione ecologica’ e ‘sostenibilità’, ma che poi si dimostra totalmente incapace di gestire la quotidianità e i bisogni primari dei residenti. Gli amministratori di condominio sono esposti alle giuste lamentele delle famiglie ma si trovano con le armi spuntate a causa di moduli e paletti burocratici. Le ditte specializzate, che pagano le tasse sul nostro territorio e offrono un servizio professionale, lavorano con la scure dei controlli punitivi sulla testa.
La lotta alle zanzare e la prevenzione sanitaria si fanno stando sul campo: con una programmazione seria avviata già in primavera, stanziando risorse concrete per i trattamenti larvicidi pubblici e supportando le proprietà private, non scaricando le responsabilità e la burocrazia sulle spalle dei cittadini. Se l’Amministrazione imolese pensa di risolvere il problema semplicemente vietando o rendendo impossibili le disinfestazioni per lavarsene le mani, ha sbagliato indirizzo. Andremo fino in fondo a questa vicenda: controlleremo ogni singola carta e, se emergeranno storture o eccessi di zelo ideologico a discapito della vivibilità di Imola, non esiteremo a portare la battaglia in Consiglio Comunale per restituire agli imolesi il diritto di godersi i propri spazi all’aperto in sicurezza, salute e decoro. Già negli anni scorsi avevo sollevato con forza la questione nelle sedi opportune, denunciando i primi segnali di un impianto regolatorio ideologico e fuori dalla realtà. Ma chi governa questa città continua imperterrito a fare orecchie da mercante, preferendo ignorare i problemi concreti e sperando, forse con un pizzico di magica illusione, che le zanzare smettano improvvisamente di pizzicare da sole.
More Stories
Pedagna, camion si ribalta dopo la rotonda: traffico in tilt ma nessun ferito
Traducono l’inglese come vogliono pur di affondare Meloni
Il sindaco-datore di lavoro scende in piazza con gli scioperanti: il caso (imbarazzante) di Marco Panieri e Sfera Farmacie