Bologna, 28 maggio 2026 – Confagricoltura Emilia-Romagna promuove con giudizio positivo il progetto di legge regionale sulle aree idonee e sugli impianti da fonti rinnovabili, pur mantenendo un atteggiamento cauto e di vigilanza sull’effettiva applicazione delle norme.
Dopo mesi di confronto con la Regione, l’associazione degli agricoltori giudica il testo finale sensibilmente migliorato rispetto alla versione iniziale. Un risultato ottenuto grazie al dialogo costruttivo che ha permesso di alzare le soglie di superficie agricola utilizzabile e di riconoscere esplicitamente l’agrivoltaico come modello compatibile con il mantenimento delle colture e della produttività dei terreni.
«Abbiamo lavorato fin dall’inizio con spirito costruttivo e senza posizioni ideologiche», ha dichiarato il presidente Marcello Bonvicini. «Il nostro obiettivo era duplice: salvaguardare il valore produttivo del terreno agricolo e, allo stesso tempo, consentire alle imprese di cogliere le opportunità legate alla produzione di energia rinnovabile».
Il comunicato dell’associazione sottolinea con chiarezza l’equilibrio raggiunto: da un lato si tutela il suolo agricolo di pregio, dall’altro si lascia alle aziende la possibilità concreta di investire nella transizione energetica attraverso sistemi realmente integrati. Vengono inoltre apprezzate alcune semplificazioni tecniche richieste dal mondo agricolo e il riconoscimento delle comunità energetiche.
Tuttavia, il tono rimane prudente. Confagricoltura avverte che non tutte le richieste sono state accolte e ribadisce la necessità di monitorare con attenzione l’attuazione della legge. L’obiettivo è evitare due derive opposte: da una parte approcci ideologici che vorrebbero escludere a priori ogni forma di investimento energetico in agricoltura, dall’altra modelli puramente speculativi che trasformerebbero l’agrivoltaico in una semplice operazione immobiliare/solare mascherata, a scapito della vocazione produttiva dei terreni.
«L’agrivoltaico può rappresentare una opportunità concreta per le aziende agricole solo se sviluppato secondo criteri di reale integrazione con l’attività produttiva», sottolinea Bonvicini. L’associazione rimarca infatti che il fine deve essere quello di diversificare il reddito delle imprese, rafforzare la loro sostenibilità economica e contribuire agli obiettivi regionali di oltre 6,3 GW di nuove rinnovabili entro il 2030, senza però compromettere la capacità produttiva dell’agricoltura emiliano-romagnola.
Un ringraziamento esplicito è rivolto al vicepresidente della Regione Vincenzo Colla e all’assessora Irene Priolo per la disponibilità al confronto dimostrata in questi mesi.
In sintesi, Confagricoltura accoglie con favore il compromesso raggiunto, giudicandolo meno penalizzante di quanto temuto inizialmente, ma mantiene alta l’attenzione: la vera partita si giocherà ora nella fase applicativa, per garantire che l’agrivoltaico resti uno strumento a servizio delle imprese agricole e non un’occasione per operazioni speculative sul territorio.
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