Imola, 25 maggio 2026 – Si è conclusa con un dato molto deludente la tornata elettorale per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale di Imola. L’affluenza finale si è fermata al 54,50%, un risultato tra i più bassi degli ultimi decenni per le amministrative in città.
Il confronto con il passato è impietoso. Nel 2020 Imola aveva chiuso con un’affluenza del 66,87%, oltre 12 punti percentuali in più rispetto a oggi. Anche rispetto al Referendum sulla Giustizia di marzo 2026 il distacco è netto: in quell’occasione la partecipazione aveva superato il 62%, mentre questa volta la città si è fermata quasi 8 punti sotto.
Dopo una prima giornata già debole chiusa al 41,68%, anche la mattinata di lunedì ha confermato il trend di crescente disaffezione verso la politica locale. Migliaia di imolesi hanno scelto di non recarsi ai seggi.
Con un’affluenza così bassa e cinque candidati in campo, restano aperte due possibilità principali. Da una parte non è esclusa una vittoria schiacciante del candidato più forte già al primo turno, soprattutto se uno dei contendenti dovesse raccogliere un consenso molto superiore alle aspettative. Dall’altra, appare più probabile il ricorso al ballottaggio, previsto per domenica 7 e lunedì 8 giugno, a causa della forte frammentazione del voto.
Il secondo turno si annuncerebbe comunque come un confronto molto combattuto, con l’alta astensione che potrebbe giocare un ruolo decisivo nel determinare il futuro sindaco di Imola.
L’alta astensione rappresenta in ogni caso un segnale importante che la politica locale dovrà saper interpretare attentamente nei prossimi mesi.
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