Con il classico tono e le immagini da social, il sindaco Marco Panieri ha pubblicato un video sul lungofiume di Imola accompagnato dal testo: «In tanti di voi ci hanno scritto riguardo ai lavori del lungofiume. Insieme a Elisa Spada proviamo a fare un po’ di chiarezza e a spiegare, per bene, cosa prevede questo importante progetto… Fatemi sapere se ora siamo riusciti a raccontare l’obiettivo di una scelta coraggiosa, ma necessaria».
Si tratta di una vera e propria operazione di propaganda elettorale. Dietro le belle parole e le spiegazioni tecniche si nasconde una realtà ben diversa. L’amministrazione ha fatto rimuovere 190.000 metri cubi di terra e ha abbattuto oltre 450 alberi maturi (secondo alcune stime si arriva quasi a 700 considerando tutte le fasi). Tutto questo per abbassare il terreno nella golena e creare le tanto celebrate “spiagge fluviali”, aree ludiche che saranno fruibili solo quando il fiume sarà basso. Alberi sostituiti da piantine giovani che impiegheranno decenni per crescere: un pessimo affare ambientale spacciato come al solito per soluzione ecologica.
La giustificazione ufficiale è sempre la stessa: “dare più spazio all’acqua” dopo le alluvioni. Eppure l’intervento appare marginale dal punto di vista idraulico. Ridurre il livello del terreno di poche decine di centimetri in un tratto cittadino ha un effetto limitato di fronte alle piene del Santerno. Nel frattempo, le opere davvero utili – le casse di espansione a monte, a partire da San Prospero – vengono citate solo di sfuggita, nonostante se ne parli da oltre venticinque anni senza risultati concreti.
Una scelta che molti cittadini vivono come uno schiaffo: prima si taglia il verde storico, poi si promette di ripiantare “più alberi di quanti ne sono stati tolti”, sapendo bene che un alberello appena piantato non vale un albero adulto.
I commenti dei cittadini sotto i post dell’amministrazione sono chiari: molti parlano di “scempio”, “devastazione del verde”, “propaganda inutile” e si chiedono perché si spendano soldi per fare le spiagge invece di mettere in sicurezza davvero la città? L’opposizione e i comitati ambientali hanno denunciato da mesi la stessa cosa: priorità invertite e una comunicazione che cerca di nascondere le lacune con bei video e parole rassicuranti. Questo non è un progetto “coraggioso e necessario”, è l’ennesimo esempio di come questa amministrazione preferisca l’apparenza alla sostanza, il marketing alla vera sicurezza dei cittadini.
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