Mentre Marco Panieri, sindaco uscente e ricandidato alle elezioni del 24-25 maggio, ripete come un mantra che «vogliamo un’Imola che continui a crescere senza lasciare indietro nessuno» e vanta il suo «welfare di prossimità», i dati del Report Caritas 2026 arrivano come uno schiaffo in piena faccia alla sua narrazione ufficiale.
Nel 2025 la Caritas diocesana ha accompagnato 635 nuclei familiari (1.420 persone). Di questi, il 38,6% – quasi 4 su 10 – non risulta conosciuto né seguito dai Servizi Sociali comunali. Non compaiono nelle statistiche istituzionali, non hanno un percorso di aiuto pubblico, non esistono per la macchina del welfare che Panieri dice di aver potenziato con cabine di regia, sportelli di comunità e co-progettazione.
Sono i poveri invisibili: single in aumento costante (50,7% dei nuclei), nuclei con reddito sotto i 1.000 euro (78%) o addirittura senza alcun reddito (40,3%), lavoratori poveri, separati, over 65 in crescita. Persone che bussano solo alla porta della Caritas quando la situazione è già precipitata.
E non è tutto. Le persone senza dimora sono aumentate del 17,6% (107 casi), le notti in asilo notturno del 41%, con l’età media degli ospiti schizzata a 53,2 anni. Non più solo giovani migranti: adulti italiani finiti ai margini.
Panieri, nel marzo 2025, aveva riconosciuto che «Covid, alluvioni e alto costo delle energie hanno contribuito ad aumentare il problema della marginalità». Giusto. Ma dopo cinque anni di mandato, con centinaia di milioni spesi (PNRR compreso), annunci e discorsi su «ascolto, fiducia e relazioni buone», ci si sarebbe aspettati almeno un segnale di inversione. Invece la povertà si è fatta più silenziosa, più frammentata e più difficile da intercettare.
La Caritas fa quello che il sistema pubblico non riesce a fare, intercetta chi sfugge ai radar istituzionali. E lo fa con volontari, parrocchie e donazioni, mentre l’amministrazione parla di «welfare di comunità» e «non medicalizzare la fragilità». Dire «abbiamo investito tanto» non basta se migliaia di imolesi continuano a vivere ai margini senza che il Comune nemmeno li veda. Il «senza lasciare indietro nessuno» di Panieri suona come una frase vuota, buona per i manifesti elettorali ma smentita dai fatti.
Dopo cinque anni, la povertà a Imola con questa amministrazione è diminuita o è solo diventata più brava a nascondersi?
Fonte: Report Caritas Diocesana Imola “Povertà e risorse” 2026 + dichiarazioni pubbliche del sindaco Panieri
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