A Imola la campagna elettorale entra ormai in ogni spazio della vita pubblica, compreso quello dello sport sociale. E lo scontro esploso tra la Uisp Emilia-Romagna, la candidata sindaca Paola Lanzon e la Lega rischia di trasformarsi in un caso politico nazionale.
Tutto nasce dalla decisione del Comitato regionale Uisp di chiedere le dimissioni immediate di quattro dirigenti del Comitato territoriale Imola-Faenza candidati nella lista civica “Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca”, sostenuta anche dalla Lega. Una presa di posizione che la Uisp ha motivato richiamando i propri valori “antifascisti”, “solidaristici” ed “europeisti”, ritenuti incompatibili con forze politiche considerate lontane da quella cultura.
Ma la replica della Lega è stata durissima. A intervenire è stato direttamente il deputato leghista Jacopo Morrone, che ha accusato il presidente regionale Uisp Enrico Balestra di aver pronunciato parole “gravissime e offensive” contro la Lega.
“Enrico Balestra, presidente del Comitato regionale Uisp, ha rilasciato dichiarazioni gravissime e offensive nei confronti della Lega, partito che non ha bisogno di dimostrare la propria assoluta fedeltà al sistema democratico”, ha scritto Morrone.
Il parlamentare ha poi rilanciato lo scontro su un piano ancora più politico e identitario: “Noi siamo il partito della libertà contro ogni totalitarismo e non abbiamo alcun legame con regimi dittatoriali del passato e del presente. Cosa che non si può dire del Pd, partito di riferimento di Balestra, che dimostra come la dirigenza Uisp non sia affatto apartitica e non si muova su basi democratiche”.
Parole pesantissime, che trasformano una polemica locale in uno scontro frontale tra Lega e una parte del mondo associativo storicamente vicino alla sinistra emiliano-romagnola.
Morrone non si è limitato alla difesa politica della Lega, ma ha chiesto apertamente le dimissioni di Balestra: “Balestra pretende le dimissioni dalla Uisp di quattro candidati della lista ‘Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca’, appoggiata dalla Lega; noi chiediamo a Balestra di dimettersi per non creare ulteriori danni di immagine alla Uisp”.
Secondo il deputato leghista, la base associativa della Uisp non condividerebbe questa linea: “Siamo certi che gli associati Uisp siano in totale buona fede e non si riconoscano nell’operazione di Balestra di ‘cacciare’ i quattro candidati dal loro incarico”.
E infine la chiusura, che suona come un avvertimento politico nel pieno della campagna elettorale: “Di fronte a un atto così esecrabile, noi non rimarremo in silenzio”.
Nel frattempo anche Paola Lanzon ha respinto l’invito a dimettersi, parlando di “apartiticità selettiva” e ricordando di aver avuto ruoli nella Uisp anche quando era vicina al Pd, senza che allora nessuno sollevasse problemi.
La sensazione è che a Imola non si stia più discutendo soltanto di sport o associazionismo, ma di qualcosa di molto più profondo: chi decide oggi quali forze politiche siano considerate compatibili con determinati ambienti sociali e culturali? Ed è davvero possibile definirsi “apartitici” quando si entra così apertamente nello scontro elettorale?
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