Imola, 21 aprile 2026 – Pedalare, filmare, raccontare. È questo l’invito del Comune di Imola che, attraverso il progetto “Imola Loves Bike”, lancia una challenge rivolta agli studenti delle scuole superiori per promuovere la mobilità sostenibile. Video brevi, massimo 40 secondi, formato verticale, premi fino a 250 euro e una scadenza prorogata al 27 aprile. L’obiettivo dichiarato, come si legge nel comunicato ufficiale, è quello di valorizzare “i benefici della mobilità attiva in termini di benessere, socialità, autonomia e attenzione all’ambiente”.
Tutto perfetto sulla carta. Anzi, perfetto per Instagram. Il problema, però, è che mentre si chiede agli studenti di raccontare la città pedalando, fuori dai video la realtà rischia di raccontare tutt’altro. Perché la domanda è semplice: cosa dovrebbero filmare davvero questi ragazzi? Le piste ciclabili ideali descritte nei comunicati, o quelle che molti cittadini segnalano come incomplete, poco curate o, in alcuni casi, semplicemente disegnate sull’asfalto?
Il contrasto tra narrazione istituzionale e percezione sul territorio emerge anche dal dibattito politico locale. Il consigliere comunale e candidato alle prossime elezioni, Ilyan Dosi (FDI), parla apertamente di “manutenzione stradale assente da anni” e di corsie ciclabili che, a suo dire, sarebbero “inutili e pericolose”, citando come esempio via Gambellara. Secondo Dosi, si sarebbe trattato di un investimento importante – circa 850 mila euro – per interventi che non avrebbero risolto le criticità strutturali della viabilità.
Parole dure, che rappresentano una posizione politica e che vanno lette come tali, ma che si inseriscono in un contesto più ampio: quello di una città in cui il tema della mobilità sostenibile è sempre più centrale, ma anche sempre più discusso.
Nel frattempo, il Comune tira dritto e punta sui giovani, affidando proprio a loro il compito di raccontare – smartphone alla mano – una Imola su due ruote, per fare comodo alla campagna di Panieri. Un’operazione che unisce comunicazione, partecipazione e promozione ambientale, ma anche propaganda elettorale. Legittima, certo. Ma anche inevitabilmente esposta a una domanda che resta sullo sfondo e se la città reale non coincide con quella raccontata nei video, quale delle due versioni finirà per convincere davvero gli elettori?
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