Imola – La stazione ferroviaria torna al centro della campagna elettorale, ma questa volta non per i rendering o le promesse di facciata. A riaprire il dossier sicurezza è Ezio Roi, candidato sindaco della lista civica “Noi per Imola”, che mette in discussione l’efficacia degli interventi realizzati negli ultimi anni attorno a viale Andrea Costa.
Secondo Roi, i lavori di riqualificazione – pur visibili – non avrebbero inciso sulle criticità strutturali dell’area. Il punto più sensibile resta quello dell’ex Cogne, in via Serraglio, dove, a suo dire, il degrado continua a manifestarsi senza reali contromisure. L’immagine simbolo è quella di un’ex pizzeria trasformata in bivacco, proprio di fronte alle Torri Cogne: una fotografia che, secondo il candidato, racconta più di qualsiasi relazione tecnica.
Ma il nodo non è solo il decoro. A preoccupare è anche la sicurezza quotidiana. Nel parcheggio biciclette della stazione, denuncia Roi, si moltiplicherebbero i casi di mezzi smontati e rubati a pezzi, un fenomeno che – sempre secondo il candidato – starebbe scoraggiando l’uso della bici rispetto al passato. Un’affermazione che punta il dito contro un problema concreto, ma che apre anche una questione più ampia: quanto la percezione di insicurezza incida davvero sulle abitudini dei cittadini.
Da qui le proposte, che si muovono su due direttrici: servizi e controllo del territorio. La prima riguarda la realizzazione di un parcheggio custodito per biciclette, presentato come strumento per incentivare la mobilità sostenibile. La seconda, più sensibile, riguarda il rafforzamento della presenza in divisa: più agenti della Polizia Locale, anche a piedi, e soprattutto il ritorno della Polfer e della figura del capostazione, sul modello di Faenza.
“Servono presidi stabili”, è la linea sostenuta da Roi, che parla di almeno due agenti fissi nello scalo ferroviario. Una proposta che richiama un’idea di sicurezza visibile e continuativa, ma che inevitabilmente apre interrogativi su competenze, risorse e coordinamento tra livelli istituzionali.
Il tema, in ogni caso, è destinato a restare al centro del dibattito. Perché se da un lato gli interventi urbanistici hanno cambiato il volto dell’area, dall’altro resta da capire – al di là delle dichiarazioni di campagna elettorale – se abbiano davvero cambiato anche la percezione e la qualità della vita di chi quella zona la attraversa ogni giorno.
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