BOLOGNA – Ma quando la smettono?Mentre mezza Italia ancora ride (o piange) per la Città 30, il Comune di Bologna ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella della follia motoristica: al quartiere Navile, nella zona del Parco Grosso, sta nascendo la prima area a 20 km/h d’Italia.Sì, hai letto bene: venti chilometri all’ora. Non 30, non 25. Venti.
Più o meno la velocità di una bicicletta con il vento contrario, o di un pensionato che attraversa con il deambulatore.La zona interessata è quella intorno alle scuole (nido Grosso, scuola dell’infanzia e primaria), tra vie come Erbosa, Gobetti, Cristoforo da Bologna e Manin. L’idea è rendere l’area “residenziale scolastica” super-sicura, nell’ambito di un progetto europeo con un nome complicato che probabilmente costa un sacco di soldi.Il Comune spiega che si tratta di un “intervento pilota” per proteggere bambini e pedoni, inserendosi nel grande disegno di Bologna Missione Clima e Città 30. Tradotto dal politichese: dopo aver imposto il 30 quasi ovunque, ora in alcune zone si va ancora più piano. Perché evidentemente a 30 km/h i bimbi non erano ancora abbastanza protetti.C’è da chiedersi a che punto arriveremo.
A 10 km/h con obbligo di procedere in retromarcia? A 5 km/h con scorta pedonale? O direttamente a piedi, con multa per chi osa usare l’auto anche solo per accompagnare i figli a scuola?
E mentre a Bologna sperimentano questa nuova perla di buonsenso, a Imola qualcuno si starà già chiedendo: e se Panieri venisse rieletto, cosa ci tocca? Perché se il modello emiliano-romagnolo è questo, c’è da temere che anche a Imola, tra qualche mese, arrivino zone a 20 km/h, sensi unici obbligati, piste ciclabili larghe come autostrade e multe salatissime per chi osa superare i 28 km/h in centro.
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