Imola, 28 marzo 2026 – La Federazione imolese del Partito Democratico ha espresso la propria solidarietà al PD di Dozza-Toscanella e allo Spi Cgil territoriale dopo il danneggiamento della bacheca esterna alle loro sedi.
Il PD imolese definisce l’atto vandalico «un ulteriore segnale del clima poco sereno che ha accompagnato la campagna referendaria e che ancora sta lasciando strascichi sul territorio del Circondario», già immerso nella nuova campagna elettorale verso le elezioni amministrative.
«Siamo preoccupati», scrivono, «e, oltre a condannare ogni genere di condotta lesiva della libera espressione democratica, continueremo a vigilare e a fare la nostra parte affinché il confronto fra le diverse posizioni e vedute politiche si svolga e resti sempre nell’ambito del rispetto e della correttezza reciproca».
Il PD imolese sottolinea quindi la necessità di mantenere il dibattito politico all’interno di binari di rispetto reciproco (n.n. un rispetto che non è mai stato portato alle opposizioni), soprattutto in un momento caratterizzato da tensioni residue legate alla recente consultazione referendaria e dall’avvicinarsi delle elezioni amministrative. Interessante, però, notare la solerzia e la rapidità con cui viene espressa solidarietà e condanna quando a essere danneggiata è una bacheca di partito o di sindacato. Allo stesso tempo, però, fa riflettere il contrasto con il silenzio (o il rumore molto contenuto) tenuto negli anni passati da gran parte dello stesso schieramento politico e sindacale nei confronti di migliaia di cittadini che si sono sentiti danneggiati non da un atto vandalico, ma da politiche sanitarie fortemente imposte: obblighi vaccinali legati al Green Pass, sospensione dal lavoro, perdita di stipendio, discriminazione nell’accesso a servizi essenziali.
Molte di quelle persone hanno raccontato di effetti collaterali gravi, di problemi di salute improvvisi, di carriere interrotte, di sofferenze psicologiche e sociali. Eppure, da parte di chi oggi si indigna giustamente per una bacheca sfregiata, in quel periodo si è sentito spesso solo il refrain «era necessario», «dovere civico», «gli scienziati dicono», con poca o nessuna apertura al dubbio, al confronto o al riconoscimento delle conseguenze per chi ha pagato sulla propria pelle quelle scelte.
La libertà di espressione e il rispetto democratico sono valori importanti. Sarebbe bello se venissero difesi con la stessa energia e coerenza quando a essere colpiti non sono solo manifesti e bacheche, ma diritti, lavoro e salute di persone in carne e ossa.
Il rispetto reciproco invocato dal PD imolese dovrebbe valere sempre, non solo quando a subirlo è il proprio “campo”. Altrimenti rischia di suonare come una difesa selettiva, più di parte che di principio.
Altre storie
Andrea Pancaldi: “Rottura netta con la giunta Panieri. Ecco la nostra visione per Imola”
Da Bologna arriva l’ennesima leporata: ora c’è pure la zona a 20 km/h, ma quando la smettono?
Paola Lanzon si candida a sindaca di Imola: quattro candidati per una città da ricostruire