IMOLA, 3 settembre 2026 – Un gruppo di genitori e atleti della squadra di nuoto agonistico della piscina comunale “Enrico Gualandi” di via Ortignola ha reso pubblica una lettera aperta indirizzata al Sindaco del Comune di Imola, all’Assessore allo Sport e agli organi di informazione. Nel documento i firmatari chiedono con forza di spostare l’attenzione dalle vertenze legali e societarie ai danni concreti che la prolungata chiusura dell’impianto sta provocando ai giovani nuotatori e allo staff tecnico.«Da mesi assistiamo con profonda amarezza allo stallo giudiziario – si legge nella lettera –. Senza entrare nel merito delle responsabilità legali ed economiche, evidenziamo che le reali “vittime collaterali” di questo contenzioso sono i giovani atleti della nostra città e lo staff tecnico». I genitori sottolineano che l’agonismo richiede continuità e programmazione rigorosa, che dovrebbe partire già dai primi giorni di settembre. L’ulteriore rinvio deciso nell’udienza del 2 settembre alimenta il timore di una riapertura solo a metà ottobre, con il rischio di penalizzare pesantemente i ragazzi rispetto ai coetanei regionali e nazionali e di disperdere una squadra costruita negli anni con grandi sacrifici.In assenza di risposte tempestive, le famiglie si dichiarano costrette a cercare soluzioni alternative fuori dal territorio comunale, con il concreto pericolo di perdere un patrimonio sportivo e umano importante per Imola.Le richieste al ComuneNella lettera aperta vengono avanzate tre richieste urgenti:un intervento attivo delle Istituzioni, in quanto proprietarie della struttura e garanti del servizio pubblico, per tutelare il diritto allo sport dei giovani cittadini imolesi;
certezze sui tempi di riapertura e l’individuazione di soluzioni ponte o spazi acqua d’emergenza già da settembre, per non interrompere la preparazione agonistica;
la salvaguardia dell’unità del gruppo e dello staff tecnico che ha formato gli atleti con professionalità e passione.
«I nostri figli mettono passione, impegno e disciplina ogni giorno in vasca, portando in gara il nome di Imola – concludono i firmatari –. Chiediamo che le Istituzioni e la città dimostrino la stessa attenzione e responsabilità verso il loro futuro».La lettera è firmata da decine di genitori e atleti, tra cui Gabriella Boschi, Massimiliano Nigro, Beatrice Daghia, Claudia Gazzotti, Alessandro e Mattia Baruzzi, Alberto Terzi, Giulia Zanotti e molti altri.
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