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La Beata Vergine del Piratello – l’abbraccio elettorale del PD imolese alla Madonna

«La Beata Vergine del Piratello è entrata in città… Questa sera, dopo tantissimi anni, il suo ingresso torna a vivere anche nella piazza principale di Imola: Piazza Matteotti.»

Così scrive su Facebook il candidato sindaco uscente (o forse il suo addetto social) e ricandidato del Partito Democratico, dopo che i rappresentanti della Chiesa hanno portato la Beata Vergine del Piratello in Piazza Matteotti e sotto quella finestra dove lui esponeva la bandiera arcobaleno. Ovviamente toni solenni, ringraziamenti alla Diocesi, ai frati del Terz’Ordine Regolare, ai volontari; parla di unità, speranza, comunità, «città più giusta, solidale e fraterna», basta che non sei contro il PD. A qualche stupido può sembrare quasi un candidato di ispirazione cattolico-popolare, ma noi queste mascherine le conosciamo.

Peccato che sia lo stesso suo PD che, per decenni, ha incarnato una cultura ostile verso la Chiesa e le sue manifestazioni pubbliche della fede cattolica. Le radici del partito (ex-PCI e DS) affondano in una tradizione comunista che ha visto la Chiesa come potere conservatore, alleato dei “padroni”, ostacolo al progresso. Processioni, devozioni popolari e tradizioni come quella della Madonna del Piratello venivano tollerate come folklore, guardate con sufficienza ideologica quando uscivano dalla sacrestia ed entravano nella sfera pubblica.

Oggi, in piena campagna elettorale, la musica cambia. Panieri trasforma la tradizione più sentita dagli imolesi in un suo comizio di unità e inclusione. La Madonna diventa uno strumento utile per catturare il consenso moderato e popolare, quello che il PD rischia di perdere contro centrodestra e liste civiche.

Panieri si è fatto fotografare più volte insieme al vescovo di Imola Giovanni Mosciatti e viceversa: incontri istituzionali, sorrisi, strette di mano ufficiali, immagini di “armonia” che fanno bella figura sui giornali locali, ma quelle foto di circostanza non cancellano il DNA del partito che lo sostiene. Il PD nazionale e locale ha spinto sistematicamente su temi etici in rotta di collisione con la dottrina cattolica: aborto, eutanasia (con aperture sempre più marcate al suicidio assistito), LGBT+, mercato dell’utero in affitto, immigrazione incontrollata (che, inevitabilmente, prima o poi porterà a uno scontro tra i cattolici imolesi e fedeli di altre religioni).

Bisogna sempre ricordare ai cattolici l’aggressività del PD e delle sue varianti tossiche sotto varie denominazioni, nonché i loro tentativi di rimuovere i crocifissi dalle scuole, limitare l’obiezione di coscienza dei medici, togliere fondi alle chiese e darli solo ai loro circoli arci e propagandistici.

Dentro il PD stesso, i cattolici democratici lamentano da anni di sentirsi marginalizzati sulle questioni etiche, con un partito che privilegia certe aberrazioni “culturali”. Conosciamo bene il personaggio Panieri e i suoi assessori, propensi a una certa cultura arcobaleno, e soprattutto conosciamo il mondo dietro al PD: quello che snobbava o combatteva la Chiesa cattolica e queste devozioni fino a quando non sono diventate elettoralmente convenienti. Oggi vediamo un partito locale che ha rinunciato a gran parte della propria identità ideologica originaria pur di vincere le elezioni, passando dal laicismo aggressivo e militante all’abbraccio tattico alla Beata Vergine del Piratello.

Ma la domanda è: davvero gli imolesi credono che questa improvvisa passeggiata per il centro sia state casuale e che questa passione per la tradizione religiosa da un candidato sindaco del PD alle elezioni siano un sincero cambio di rotta o soltanto l’ennesimo abbraccio elettorale di convenienza alla Madonna in cerca di preferenze?