La pubblicazione dei della nostra Azienda Usl ha risollevato il vento della demagogia populista che da qualche anno attraversa il dibattito politico.
Il consigliere di Forza Italia Simone Carapia ad esempio, dopo la consueta polemica sui tempi di attesa in Pronto Soccorso, ha auspicato che “qualcuno di questi sicuri e ben pagati dirigenti abbasserà la cresta quando verranno fagocitati da Bologna”.
Che dire? Solo qualche giorno prima, Carapia sembrava ergersi a paladino dell’autonomia della nostra Usl.
Come potete vedere, se non si hanno proposte sostenibili da fare, si cavalca l’onda dell’ invidia sociale e della critica distruttiva con il rischio di veder uscire dalle nostre strutture pubbliche i professionisti più bravi e più capaci spingendoli verso la sanità privata.
Non voglio qui affrontare la questione dei criteri giuridici ed economici in base ai quali vengono determinati gli emolumenti professionali, sui quali però inviterei ciascuno a fare un’onesta e puntuale riflessione, mi preme invece ricordare che da tempo esiste un sistema nazionale di controllo sull’assistenza sanitaria che ogni anno verifica il rispetto dei criteri di appropriatezza e la qualità delle prestazioni erogate. Ne risulta una classifica che, se ci fosse la Champions League della sanità, vedrebbe l’Emilia Romagna giocarsela con i migliori sistemi sanitari europei. Proviamo ad essere orgogliosi della nostra sanità pubblica e dei professionisti che ci lavorano con passione giorno e notte.
Ultimamente ho trascorso anch’ io, come capita a tutti prima o poi nella vita, alcune ore per vari giorni in ospedale e non posso che rilevare che chi ha bisogno viene aiutato e chi è malato viene curato con sollecitudine e competenza.
Vedere perciò quel che resta di Forza Italia cercare di recuperare consenso battendo il terreno del populismo, ormai occupato dal M5S, è indicativo dello stato confusionale in cui versa il centrodestra.
E questo è un guaio per il nostro Paese.
Daniela Spadoni
consigliere comunale PD
responsabile welfare e sanità PD
AUSL IMOLA: STIPENDI DA NABABBI PER I DIRIGENTI E POI TOLGONO L’ACQUA AI PAZIENTI E AL PERSONALE
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