L’assenza di dialogo e di confronto, o in qualche modo il ‘difetto’ di comunicazione, è evidente anche nella vicenda del cantiere che si è aperto in centro storico. Operatori ed esercenti lamentano di essere stati avvisati solo pochi giorni prima e un cantiere in piena estate sappiamo quali tipi di danni può provocare a coloro che aspettano la bella stagione proprio per vedere qualche incasso in più.
Adesso crediamo sia davvero il momento di pretendere un fondo di compensazione. Ma non a ‘parole’. Le associazioni di categoria, prima di cantare vittoria, devono portare a casa il risultato. E che non sia un contentino solo per zittire gli operatori.
Si è parlato di una riduzione dell’affitto o anche della Tari: in realtà abbiamo già avuto modo di sincerarci della ‘presa in giro’ relativamente alla Tares, quando a fronte della stangata ricevuta dagli operatori economici nel 2013, sono stati rimborsati appena 60 euro. Non vorremmo che anche in questo caso il tutto si riducesse a uno specchietto per le allodole. I commercianti non devono rimetterci per via delle scelte poco lungimiranti dell’amministrazione comunale. Se alla manutenzione del palazzo si fosse provveduto in maniera regolare, ora non ci troveremmo di fronte a un cantiere così invasivo. Dunque, l’amministrazione faccia la sua parte per aiutare gli esercenti penalizzati e soprattutto lo faccia in fretta. Perché la crisi non guarda in faccia a nessuno.
Simone Carapia, capogruppo FI Imola
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