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PERCHE’ SONO DELUSO DALL’ELEZIONE DI MATTARELLA. L’EDITORIALE DI ENZO RAISI

di Enzo Raisi

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Enzo Raisi

Davanti all’elezione di Mattarella vedo molti amici contenti o quantomeno rassegnati ritenendo che poteva andare peggio.
Io invece lo ritengo un bruttissimo segnale e spiego perché .
Primo punto: Mattarella e’ un vecchissimo politico, in Parlamento dal 1985, appartenente ad una classica famiglia di notabili politici siciliani che si tramandano di padre in figlio l’incarico politico. L’ultima volta, per farsi eleggere in Parlamento, fu catapultato in Trentino, classico esempio di una casta che si rifiuta di mollare lo scranno anche quando non ha più il consenso…..pensionato d’oro, prende la pensione da prof universitario ( quando mai avra’ fatto il professore universitario visto che è in Parlamento dal 1985) , poi quella di componente della Corte costituzionale, poi quella da parlamentare, e poi diventera’ senatore a vita quando finirà di fare il Presidente della Repubblica …….ottimo segnale per un Paese che è stanco dei privilegi di un certo mondo politico. Renzi aveva promesso di rottamare, ecco un bellissimo esempio del suo concetto di rottamazione……penso che in questo momento per dare un colpo d’ali al Paese forse andava dato un segnale veramente di rottura con il passato.
Secondo punto: non ho mai ritenuto la Dc il male assoluto. La Dc ha espresso anche grandi statisti come De Gasperi, una classe dirigente certamente migliore di buona parte della classe dirigente della seconda repubblica. Quello che non ho mai apprezzato della politica democristiana è la continua mediazione che rinvia all’infinito le decisioni secondo logiche bizantine che mi sono estranee e che hanno bloccato la modernizzazione dell’Italia. La volontà di voler accontentare tutti corpi sociali, tutte le categorie frutto di una politica clientelare che antepone alla decisione e al buon governo nonché all’interesse del Paese, il consenso elettorale fine a se stesso. Non a caso, se c’è un elemento che accomuna tutti i democristiani di destra e di sinistra, è il sistema elettorale delle preferenza, sistema elettorale clientelare per eccellenza. Non ho mai amato della politica democristiana la forte influenza culturale cattolica che ha sempre visto lo Stato italiano come il male subito, frutto di una unità nazionale conquistata contro la chiesa, e questo di fatto ha impedito la crescita di una coscienza nazionale, l’idea che lo Stato siamo noi. Mattarella è un democristiano che incarna pienamente, con la sua storia politica, quelle negativita’ che io vedo nella politica democristiana. Aggiungo. Oltretutto legato alla storia della Dc di sinistra, quella di La Pira, quella doppiamente dogmatica, cattolica e socialista. Pessimo segnale per un Paese che dovrebbe guardare al futuro archiviando un passato che tutti pensavamo alle nostre spalle. Sinceramente quando vedo amici, laici, attenti alla modernizzazione del Paese essere soddisfatti per la scelta di Mattarella Presidente della Repubblica, rimango basito. Perché è una persona onesta? Credo tra i quasi 60 milioni di Italiani siano tante le persone oneste. Perché è un politico che ha saputo navigare senza avere guai giudiziari ( con una sola piccola eccezione quando fu accusato di aver preso i soldi da un costruttore in odore di mafia, comunque cosa di poco conto ) ? Sono tanti i politici, nonostante la vulgata popolare, che hanno avuto una carriera limpidissima, Mattarella è’ solo uno dei tanti, certamente non l’unico. In che cosa Mattarella rappresenta una svolta, un cambiamento, una speranza per chi ritiene che la carica del Presidente della Repubblica non sia solo una carica notarile, ma è o dovrebbe essere il massimo rappresentante dello Stato italiano, la nostra immagine, in Italia e all’estero. Hanno votato un vecchio notabile siciliano di una famiglia democristiana garante di quella parte vecchia del Paese che non vuole che cambi nulla perché in questa situazione ha sempre avuto i massimi vantaggi e dovrei essere anche contento? No, sono deluso e amareggiato. L’unica soddisfazione è che il re è nudo, infatti se tutta la spinta riformatrice e innovativa che Renzi ha millantato per anni con il suo concetto di rottamazione è questa, il bluff è finito. Ora cerchiamo altro, il momento è arrivato.