“La Romania ha 3 milioni di persone, parte della sua forza di lavoro attiva, che si trovano in questo momento in Occidente. Di cui un milione sono fabbri oppure muratori e così via. Lavorano nell’edilizia, costruiscono autostrade in tutta Europa.Possono prendere come stipendio circa 1.500 €. Io lo dico molto direttamente: con questi soldi, i loro figli diventano dei vagabondi, buoni a nulla e la loro moglie, puttana. Per 700 euro, metà di loro torna a casa”. ha dichiarato Ioan Rus, il ministro dei Trasporti.
In Romania a causa della massiccia immigrazione molti bambini sono rimasti da soli e l’unica preoccupazione di alcuni genitori è stata quella di mandare i soldi ai loro figli trascurando la loro educazione. Non è difficile comprendere che le separazioni, specialmente dalla madre e soprattutto da parte dei bambini più piccoli, comporta rilevanti sofferenze psicologiche e affettive. Una altra conseguenza della immigrazione segnalata dal ministro in maniera non troppo elegante è stato lo sfasciarsi di molte famiglie romene.
Il dramma dei bambini lasciati soli a casa dalle mamme partite per lavorare all’estero è stato riportato anche a Eurovision 2015 dal gruppo Voltaj con una canzone-messaggio “De la capat” (da capo).
Dopo queste affermazioni il ministro social democratico si è dimesso e con un comunicato ufficiale a chiesto scusa per le sue dichiarazioni, anche se il problema resta ed è stata provocata dal suo stesso partito corrotto che ha costretto milioni di romeni ad emigrare.
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