La donna di 78 anni accusata di aver ucciso a coltellate il marito, suo coetaneo, ha lasciato il carcere della Dozza. Il gip di Bologna Maria Cristina Sarli ha autorizzato il trasferimento agli arresti domiciliari in una struttura psico-geriatrica di Modena, accogliendo la richiesta della difesa, alla quale la Procura aveva dato parere favorevole.
La donna, che secondo quanto riferito dalla stampa locale ha una diagnosi di “demenza senile”, era detenuta dal giorno dell’omicidio nel reparto Infermeria della sezione femminile della Dozza. Dopo l’uccisione del marito, che era allettato a causa dei problemi alle gambe conseguenti a un ictus, la 78enne era stata trovata in stato confusionale. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, inoltre, non sarebbe stata in grado di rispondere alle domande che le venivano rivolte. Alla donna viene contestato, oltre all’omicidio aggravato, anche il reato di maltrattamenti, per una serie di insulti, minacce e precedenti aggressioni fisiche ai danni del marito.
Nel convalidare l’arresto, il gip aveva disposto la custodia cautelare per entrambi i reati, rilevando il pericolo di reiterazione di condotte violente da parte della 78enne. Il giudice si era tuttavia riservato di valutare la possibilità di sostituire la misura carceraria con gli arresti domiciliari in una struttura ritenuta adeguata sia a tutelare le esigenze cautelari sia a garantire le necessità sanitarie dell’indagata, in attesa di un approfondimento sulle sue condizioni psichiatriche.
La valutazione è ora arrivata: considerati il parere favorevole del pubblico ministero e l’adeguatezza della struttura sanitaria individuata, il gip ha autorizzato il trasferimento della donna nella struttura modenese.
La vicenda risale al 1° settembre. Alle 14:17 la badante della coppia aveva chiamato il 112 dopo aver trovato l’uomo sul letto ortopedico, privo di conoscenza e ricoperto di sangue, con numerose ferite al volto, al collo e al torace. Il medico legale aveva accertato il decesso sul posto. Nell’abitazione era stata trovata anche la moglie, in stato confusionale e con tracce di sangue nell’ambiente. La sera successiva era stata arrestata con l’accusa di omicidio aggravato. L’inchiesta, tuttavia, non riguarda soltanto la morte dell’uomo. Accanto all’accusa di omicidio c’è infatti quella di maltrattamenti, riferita a una serie di episodi precedenti di insulti, minacce e aggressioni fisiche.
Il quadro accusatorio descritto dagli inquirenti dovrà naturalmente essere verificato nel corso del procedimento. Al momento, dunque, si tratta di accuse contestate alla donna e non di responsabilità definitivamente accertate. Resta il contesto particolarmente drammatico della vicenda: un uomo malato e allettato, non più autonomo e con gravi difficoltà fisiche, e una donna di 78 anni che, secondo l’accusa, avrebbe messo in atto nei suoi confronti una serie di condotte violente prima dell’episodio culminato nella sua morte.
Sei d'accordo con questo articolo?
Resta aggiornato su Imola e dintorni: segui la nostra pagina Facebook e partecipa al gruppo dei lettori, dove puoi commentare, mandare segnalazioni, foto.



Leggi anche
Imola, modifiche alla viabilità in occasione del Monsterland Halloween Festival
Cooperazione sociale, intesa regionale sul premio di risultato: 550 euro di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori
È morto Giorgio Valvassori, una lunga presenza nella vita pubblica di Imola
Guasto alla rete idrica a Castel Guelfo: tecnici Hera al lavoro
Falso appartenente alle forze di polizia arrestato in flagranza
Riscaldamento anticipato a Imola: da oggi si possono accendere i termosifoni per 7 ore al giorno
Pronto Soccorso di Imola: non un miglioramento per i pazienti, ma una gabbia blindata per gli operatori
Agricoltura e pesca, 35 milioni dalla Regione: Montroni (Legacoop) chiede il sostegno di Governo e UE
Sciopero del 30 ottobre, i Cobas di Imola contro il caro-vita e l’invio di armi a Israele