Il caso dell’autovelox di Piratello sulla Via Emilia a Imola ha ormai superato ogni limite della decenza, trasformandosi in un’anomalia inaccettabile che penalizza ingiustamente migliaia di cittadini e lavoratori.
I dati emersi in questi mesi sono impietosi e fotografano una vera e propria imboscata stradale: da quando il limite di velocità è stato improvvisamente abbassato da 70 a 50 km/h, sono state elevate decine di migliaia di multe. Parliamo di una valanga di verbali che, per oltre il 90% dei casi, colpiscono automobilisti che viaggiano a velocità ridicole, sforando di pochissimi chilometri orari la nuova soglia e rientrando nella primissima fascia di tolleranza.
Prendiamo atto che l’Amministrazione si difenda sbandierando che gli impianti e la strumentazione utilizzata risultano pienamente conformi alle prescrizioni dell’ultimo decreto ministeriale sugli autovelox. Ma essere “a norma di legge” non significa automaticamente essere “dalla parte del buon senso”. Il fatto che le macchine siano regolari sulla carta non cancella l’ingiustizia di un provvedimento che sta tartassando un’intera comunità. La burocrazia è formalmente corretta, ma la scelta politica è profondamente sbagliata.
La cosa più grave è che questa drastica riduzione del limite non è sorretta da alcuna reale motivazione legata alla sicurezza stradale. Questo specifico tratto di strada non ha una storia di incidentalità o di particolare pericolosità che giustifichi un simile rigore. Siamo di fronte a un paradosso normativo: si è deciso di declassare il tratto da extraurbano a urbano solo per trovare una sponda burocratica all’apertura di attività private, finendo però per intrappolare e sanzionare l’intera collettività.
Il buon senso deve tornare a prevalere sulle scappatoie burocratiche. Non si possono punire decine di migliaia di guidatori per risolvere un nodo urbanistico locale. È urgente trovare soluzioni alternative e deroghe specifiche per le attività economiche del posto che tutelino il loro sacrosanto diritto a lavorare, senza che questo si traduca in un danno economico e in un’ansia costante per chiunque percorra la Via Emilia.
La Giunta faccia un passo indietro: chiediamo l’immediato ripristino del limite a 70 km/h. La sicurezza stradale si fa con la prevenzione e con la trasparenza, non usando tabelle e decreti come scudo per continuare a fare cassa sulle spalle dei cittadini.
Simone Carapia
Consigliere Nuovo Circondario Imolese Fratelli d’Italia
Vicepresidente del Consiglio Comunale di Imola
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