È stata depositata ufficialmente questa mattina una corposa e articolata interrogazione ispettiva con richiesta di risposta scritta e contestuale discussione orale, indirizzata al Presidente e alla Giunta del Nuovo Circondario Imolese. Al centro dell’iniziativa politica vi è la gravissima e conclamata crisi economico-finanziaria che ha travolto la storica cooperativa edile CIMS (Cooperativa Imolese Muratori e Sterratori) di Borgo Tossignano, pilastro industriale e occupazionale della Vallata del Santerno e dell’intero comprensorio imolese.
La cooperativa, come emerso pubblicamente, ha formalmente attivato l’istanza per l’applicazione delle misure protettive del patrimonio nell’ambito della procedura di Composizione Negoziata della crisi d’impresa. L’istanza ha svelato una situazione debitoria complessiva di straordinaria gravità, stimata provvisoriamente in circa 60 milioni di euro, ripartiti tra istituti di credito, fornitori e subappaltatori locali. Un quadro finanziario che rischia di paralizzare l’intera operatività aziendale, con ripercussioni immediate sul territorio.
Siamo di fronte a un vero e proprio terremoto economico, occupazionale e sociale per la Vallata del Santerno e per tutti i Comuni del Nuovo Circondario Imolese, dichiarano i consiglieri del Gruppo Consiliare proponente. La priorità assoluta e inderogabile deve essere la tutela e la salvaguardia dei 318 lavoratori dipendenti e delle loro famiglie, rimasti improvvisamente intrappolati in un limbo di totale incertezza sul pagamento delle retribuzioni e sulla continuità del proprio posto di lavoro. Accanto alla tenuta sociale, vi è una stringente emergenza legata ai servizi pubblici e alle infrastrutture: il blocco o il drastico rallentamento delle attività di cantiere è già una realtà visibile e non possiamo permettere che i nostri Comuni si riempiano di opere pubbliche incompiute.
L’atto ispettivo depositato in queste ore impegna formalmente la Giunta circondariale a fare chiarezza su diversi punti cruciali e non più rimandabili:
Censimento analitico e urgente dei cantieri: Viene richiesta una mappatura dettagliata, Comune per Comune, di tutti gli appalti, contratti stradali, interventi di edilizia scolastica e servizi di manutenzione cimiteriale attualmente affidati a CIMS, evidenziando lo stato d’avanzamento dei lavori e i cantieri già fermi o a rischio abbandono.
Attivazione del Tavolo di Crisi Istituzionale: Si sollecita la Presidenza del Circondario a richiedere ad horas la convocazione del Tavolo di Salvaguardia del patrimonio produttivo presso la Città Metropolitana di Bologna e la Regione Emilia-Romagna, coinvolgendo attivamente i vertici aziendali, le organizzazioni sindacali confederali e l’esperto indipendente nominato dal Tribunale.
Scudo per le imprese dell’indotto locale: L’interrogazione solleva il tema della protezione della fitta rete di artigiani, fornitori e subappaltatori locali del territorio imolese, i cui crediti pregressi verso la cooperativa risultano congelati dalle misure protettive previste dalla legge, con il rischio concreto di un effetto domino fallimentare sulle piccole realtà artigiane della zona.
Piani di emergenza e continuità amministrativa: Si chiede di conoscere quali strategie straordinarie e piani di contingenza finanziaria e tecnica gli uffici comunali e circondariali intendano adottare nell’ipotesi in cui si debba procedere alla risoluzione dei contratti per grave inadempimento, al fine di garantire la rapida riassegnazione delle opere e la messa in sicurezza delle aree di cantiere senza subire aggravi di spesa per le casse pubbliche ed evitando contenziosi legali o danni erariali.
Le istituzioni locali, a partire dal Nuovo Circondario Imolese, non possono restare alla finestra a guardare gli eventi o a commentare i risvolti giudiziari, incalzano i consiglieri d’opposizione. È necessario che il Presidente si faccia promotore di un’azione coordinata e compatta tra tutti i Sindaci del territorio. Dobbiamo interloquire immediatamente con gli organi della procedura per verificare i reali margini di continuità dei rami d’azienda sani e difendere il patrimonio produttivo e sociale che CIMS ha rappresentato per decenni. Chiediamo che la discussione di questa interrogazione avvenga nella prima seduta utile del Consiglio Circondariale: i cittadini, i lavoratori e le imprese del territorio esigono risposte chiare, trasparenti e tempestive.
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