Un sito internet specializzato nella presunta vendita di animali esotici si sarebbe rivelato in realtà una piattaforma utilizzata per truffare gli acquirenti e promuovere il commercio illegale di specie protette. A scoprirlo sono stati i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna nell’ambito dell’operazione “Fake Monkey”.
Secondo quanto comunicato dalle Fiamme Gialle, le indagini sono partite da “un accurato monitoraggio della rete internet e delle piattaforme di e-commerce” che ha permesso di concentrare l’attenzione sul dominio nazionale “allevatorediscimmie.com”. Sul portale venivano pubblicizzati cuccioli di scimmie, pappagalli, volpi, procioni e rettili, tutti proposti senza le autorizzazioni previste dalla normativa e senza le necessarie certificazioni sanitarie.
Gli investigatori hanno però accertato che dietro le inserzioni si nascondeva un sistema completamente fittizio. La Guardia di Finanza spiega infatti che gli approfondimenti investigativi “hanno dimostrato la totale fittizietà dei dossier fotografici e descrittivi degli esemplari, nonché l’inesistenza dei luoghi adibiti alla loro presunta detenzione”.
Il meccanismo, secondo gli inquirenti, era studiato per convincere le vittime a versare anticipi per l’acquisto degli animali. Dopo il pagamento, però, il presunto venditore interrompeva ogni comunicazione rendendosi irreperibile. “Gli ignari acquirenti venivano spinti a versare somme di denaro a titolo di acconto per l’acquisto dell’animale, prima che il venditore interrompesse ogni contatto”, si legge nella nota della Guardia di Finanza.
Le successive indagini economico-finanziarie hanno consentito di individuare il presunto responsabile in un cittadino camerunense di 34 anni residente in provincia di Pavia. Secondo gli investigatori, l’uomo, con la collaborazione di alcuni connazionali, avrebbe trasferito all’estero circa 50 mila euro dall’apertura del sito.
Il 34enne è stato denunciato per detenzione e commercio di specie animali protette CITES e per truffa aggravata. È inoltre al vaglio dell’Autorità giudiziaria la richiesta di oscuramento del portale internet.
La Guardia di Finanza sottolinea che la diffusione dell’operazione ha anche lo scopo di mettere in guardia i cittadini “circa la natura fraudolenta del portale e di prevenire il compimento di ulteriori condotte illecite a danno dei consumatori”.
Resta comunque valida la presunzione di innocenza: il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere eventualmente accertata con sentenza definitiva.
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